Rassegna storica del Risorgimento
MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1936
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pagina
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835
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Vincenzo Gioberti e fon. abate Giovanni Napoleone Monti 83
contrappone, come suo antagonista il Cavour. Essa si chiudeva con una lugubre profezia sulle sortì del Piemonte, fortunatamente smentita negli anni che seguirono (Lettere cit., p. 362).
Ora, se ricordiamo ciò che il Pallavicino, presente in quei giorni a Parigi, lasciò scritto degli Ultimi momenti di V. Gioberti e sovrat-tutto quel passo della sua lettera al Bianchi-Giovini ch'egli riferisce: Povero Gioberti ! Ai 16 d'ottobre, egli venne assalito da violentissimi dolori ai reni, che resero necessaria una copiosa cavata di sangue. I patimenti erano atroci... (Lettere cit., p. 365) e leggiamo la lettera del 20 ottobre, il cui autografo mi sta sotto gli occhi, con le quattro paginette tutte riempite di quella sua scrittura corsiva e quasi alata, tutta arditi sottintesi grafici, e non senza qualche anormalità insolita, possiamo ritenerla, veramente come l'ultimo suo documento epistolare e insieme come un documento della volontà eroica dell'Esule, il quale, anche negli estremi assalti del male fisico, sapeva serbarsi imperturbato e mostrandosi più. forte del dolore fisico, pensava all'amico lontano, con una serenità che commuove e stupisce. Eccola, nella sua interezza:
Mio carissimo Monti,
Siamo dunque intesi; tu t'indennizzerai delle spese* fatte colla somma che ti verrà data dall'ab. Anzini. Dubito assai che Tanno prossimo tu possa venire a Parigi; perchè secondo tutte le probabilità e i pronostici dei medici, il cholera ci verrà a visitare per la terza volta. E in tal caso, come vedi, se tu facessi una gita fin qua, io farei ogni mio potere per procacciarti da questo governo 1''ex-tradizione.
Ti ringrazio delle offerte che mi hai fatto di libri, ma per ora non ho tempo da leggere, e a dirtela sinceramente in confidenza, tutte le cose subalpine (salvo il tuo discorso che ho letto due volte) mi vengono a noia e affettano i miei nervi spiacevolmente. Ho fatto capo da un libraio per conoscere le scritture pubblicate sull'istruzione primaria e secondaria, ma non trovai nulla di rilievo. Mi riservo però a interrogare e consultare su questo punto un mio conoscente assai pratico di questa materia quando sarà di ritorno dalla campagna, e se mi verrà indicato qualche buon libro, te lo manderò.
Frattanto ho dato per tuo conto al sig. Cinzano un'opera che posseggo e di cui ti faccio padrone; la quale potrà porgerti un saggio del modo generale in cui oggi la pubblica istruzione si considera in questo paese.
Ho molto piacere della tua villeggiatura di MontaUo e ti conforto a prolungarla quanto ti sarà possibile. Essa gioverà anohe a me sì per l'amore che ti porto, si per la simpatia che corre fra i nostri temperamenti.