Rassegna storica del Risorgimento

ANDREINI RINALDO ; 1845 ; ROMAGNA
anno <1916>   pagina <508>
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Vnvìi -di fUisseggfó or una, dtotyrusiunni tua il nostra stato rimaneva egualmente incerto uerijiiw, innelti d'altronde notavamo uHla più completa ignoranza 41 quanto I a pura v attorno 41 imi i;t nostro riguardo.
Fùlulttiisu, quando stava per complorai ) uiesevèl si presento H Faeduettè per rinunciarci jfai *r stufo deciso di tradurci n Li­vorno. di imbarcarci ner Francia. È Imitilo ridire io ette protest* e le sue discolpe! accunuvii di tutto il Governo >* giurava che in ogni CIMO non avrebbe mal Inficiato consumare il tradimento. Ti meglio HÌ em ohe il lìoverno ave altrimenti deciso.
Nella stessa fiera venimmo difetti trasportati n Livorno, rin-ehi usi in Fortezza Vecchia, e dopo tre giorni con Renzi e con Grandi imbarcati per Marsiglia HU! pacchetto francese U fk*o*triJ Prima però di trarci di fortezza fu a ciane uno di noi comunicato a voce e rilanciato a stampa mediante processo verbale individuai mente firmato, uno di quegli atti enei nostri Governi chiamano pre-cttt palitìcoj in forza del qoale eravamo sommessi ad ana commi­natoria di fre mes H riUgttsionc òr YoUrnvU w *putsUme att'éttihrùjé qualcuno di tìoì, qualunque sìa, avesse rimesafrìl piede nel domini i granducali.
Uno di qncsti poco dipoi fu Benzi.
Il Governo toscano coinè prima verso fioji avea rotto hi sua fede,' eoal verso Renai derogò dalla stessa sua legge, Arrestato i! Renzi a Firenze scnz'altra colpa che la noncuranza del suddetto precetta, venne tenuto in carcera un mese, poi contro il rparerej esternato dai; consultori legali, Ih decretata la estradizione e con* egnato alle autorità del papa.;
Questa patente ingiustizia od anche,, se alcuni vogliono, illega­lità, aperse a molti gli ocelli sulla UbtraiUà del granduca, e se a Benzi non costo, come forse dovea, la vita, fa a prezzo pìh caro della vita stésa perchè appunto allora egli scese all'infamia delta delazione.
Partendo per Francia, la dimora di Bvlwforc mi rimase cosi fòr­temente e cosi soavemente impressa come nessun nomo pub esser rimasta giammai memoria del carcere ove attendeva suprema sentenza.
Ed.' e vero, Pigozzi mio, ove mai puossi Èro vare la nostra gen* tile Firenze, veduta sopratutto da quel sorprendente e verace Bel­vedere! Ahi sei pur bella, mìa cara Firenze!...