Rassegna storica del Risorgimento
MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1936
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pagina
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842
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842
Vittorio Clan
13. -Gioberti i Nobili nella elezioni.
In fine: Torino, 19 gennaio 1849. Un Elettore , Segue ia nota di st.: Stamperìa Sodala degli Artisti tipografi.
E un foglio volante di 2 ce,, l'ultima con la seconda pagina bianca. L'anonimo elettore-autore doveva essete uno dei più sfegatati democratici giobertiani, il quale denunzia nel conte di Cavour, nel conte di Beve! e nel conte Sclopis, i tre personaggi che, secondo lai, sono i i paladini del partito antigiobertiano . Manifesto elettorale irosamente polemico, questo, dal quale, per la sua rarità, vale la pena di spigolare i passi segg.:
Ma ditemi: chi è il conte di Cavour?
Egli fece i suoi primi esperimenti politici nella Società agraria di Tonno. Ognuno sa, che le zizzanie che in essa si sparsero, furono da lui seminate. E perchè ? Perchè in essa vedeva sin d allora minacciato l'Ordine e la Libertà... tutta la libertà che si poteva avere quando Lamargherita era ministro!!! Egli, appena apuntate le riforme, fondò un giornale, che intitolò Jl Risorgimento, dove per mostrare, ch'egli è amico della libertà e dell'ordine, ha bisogno di ripeterlo tutti i giorni. Egli promette in ogni foglio di voler conciliare, di voler appoggiare il governo, con grida, che il Governo rovina il Piemonte. Egli dice: io son mode' rato. Ma in questi ultimi giorni specialmente non vi è foglio, dove il partito contrario non sia carico d'ingiurie e di calunnie.
Dopo d'aver detto ai democratici, che sono ambiziosi, nullatenenti, e vogliono possedere, egli finisce col solito ritornello: Volete rovinare il Piemonte. Ma quest'uomo vede da per tutto la rovina del Piemonte. Si direbbe che il Piemonte sia stato fabbricato da lui solo, e che sia di tutta sua proprietà. Chi sa, che cosa sia il Piemonte per esso? Forse egli lo ha concentrato tutto in Torino, nel suo palazzo, dentro al portafoglio del suo futuro mini* stero. Ecco, che cosa è il conte di Cavour.
Questi sono gli avversar di Gioberti; che i Pinella, i Ferraris non sono altro che fantocci....
Si pronunzia eziandio il nome di Berchet e di alcun altro... Ma, Dio buono, che cosa s'intende mai il Berchet dei nostri nobili! Sarebbe pretendere che i nobili s'intendessero de* suoi versi, e che i suoi versi potessero piacere al baron Della Torre.
il
14. A VINCENZO GIOBERTI. Canzone. (In fine): Parma, 1848. Tipografia Carmignani.
Opuscolo di 4 ce in 8, l'ultima delle quali bianca. La canzone, di tipo petrarchesco e di intonazione solenne, com. Com'aquila che al sole, e reca, dopo l'ultima strofe (lla) di commiato, il nome dell'autrice: NINA TOBRIGIANI SEUONI.
15. VINCENZO GIOBERTI ai PIACENTINI.
Sotto il titolo, appiè della lft pag. che funge da copertina-frontespizio, l'Avvertimento seg.: "Si avverte che per espressa volontà dell'Autore significata al Governo Provvisorio il -presente discorso si vende a profitto dei volontari! della crociata Piacentina,
Opuscolo in 8, di' [4 ce. Il discorso, che è quello ben noto (Operette polì/., H, 1851, pp. 66-9), in data -ejEfi Piacenza, ai 16 di maggio occupa le pp. 3-7; l'8tt reca l'indica* zione tipogr. a Piacenza, Tip, Tagliaferri, 1848.
16. Due note mas. Una contiene il Conto dclF Hotel Feder à Turin, Palais de Sonnaz, rue St. Francois de Paole pour monsieur Gioberti arrivé à Turin le 18 Juillct '48 , cioè pel vitto e alloggio durante i giorni dal 18 al 22 luglio; la seconda, è la nota dell'Editore londinese Treinwney W? Sanndcrs, trasmessa all'ab. Vincenzo Gioberti per mezzo del libraio Moliiii di Firenze per una copia sottoscritta, del Blakcy, History of the Philosophy of mimi, in 4 voli. Un'altra copia era destinata al Conte Mumiani e si pregava l'ab. Gioberti di recapitarla al destinatario il cui indirizzo doveva essergli noto.