Rassegna storica del Risorgimento
BARI ; COZZOLI GIOVANNI
anno
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1936
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pagina
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855
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Giovanni Cozzali - Pagine Si storia del Risorgimento, ecc. 855
Giovanni Cozzoli, che per indole e tendenza era nato cospiratore. Egli era un mercante fortunato ed un navigatore ardito, ed aveva continui rapporti con i liberali della regione, nonché con i settari di altre contrade d'Italia, dove mandava inostri olii, e spesso si recava per ragioni di commercio. Conversando con quegli agitatori s infiammava alle loro idee, aderiva ai loro disegni di rinnovamento, e prometteva l'appoggio dei suoi comprovinciali alla causa della libertà. Difatti fu l'istitutore e il Gran Maestro della Vendita Carbo-narica di Molfetta, che fu delle più numerose ed attive, e sfruttando le amicizie che godeva in varie parti della provincia, incoraggiò altri patrioti a fondare le Vendite nei propri paesi.
Quando a Bari fu istituita la Suprema Magistratura della Carboneria, fra i cinque componenti fu chiamato il Cozzoli, il che sta a dimostrare l'alta considerazione e la stima che godeva fra tutti i patrioti della provincia.
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La notizia della insurrezione di Nola e di Avellino, propagata dalla Gran Vendita a tutte le Baracche per mezzo di celeri corrieri, destò sorpresa ed entusiasmo; ma fra i capi regnava l'incertezza ed un senso di sgomento per la rapidità del fatto. Occorreva agire con energia per non dare tempo alle autorità borboniche di riaversi dallo sgomento, e di soffocare il moto sul nascere.
A parecchi dignitari della setta parve opportuno convocare una riunione di capi carbonari per meglio intendersi e combinare un'azione energica, perciò si decise di tenere una Dieta a Bisceglie il 5 luglio. All'ora convenuta salirono nello storico palazzo del patriota Domenico Antonio Tupputi, numerosi settari fra cui vi furono Giovanni Cozzoli e Giuseppe Cappelluti di Molfetta. Non abbiamo il verbale di quel convegno, né conosciamo i particolari della discussione che ebbe luogo ; ma essa dovette essere breve, perchè oramai le notizie che pervenivano dalla Capitanata, dall'Avellinese e dalla Lucania davano come riuscito e trionfante il moto carbonaro. Scioltasi la dieta, ciascun rappresentante fece ritorno al proprio paese con l'animo caldo d'entusiasmo e deciso a fare insorgere i concittadini contro le autorità borboniche; ma non tutti ebbero lieta accoglienza; in generale il popolo e gli stessi settari si mostravano timidi ed incerti; e sbigottiti dalla celerità degli avvenimenti temevano di compromettersi col rivelare in pubblico la loro qualità di carbonari.
Solo Molfetta, spinta dall'entusiasmo di Giovanni Cozzoli, non frappose indugi e fu tra le prime a proclamare la Costituzione.