Rassegna storica del Risorgimento

BARI ; COZZOLI GIOVANNI
anno <1936>   pagina <857>
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Giovanni Cozzali - Pagine di stona del Risorgimento, ecc. 857
Difatti al Cozzoli, che in qualità di tenente dei legionari prestava servizio alla porta della chiesa del Monte, dove si teneva la riunione, parve che all'elettore Consiglio si fosse assegnato un posto più emi­nente che al proprio concittadino arciprete Giovene. Questo fatto sdegnò l'animo bollente del focoso cospiratore, il quale ritenendo che tale preferenza fosse stata voluta dal Tupputi e dal Fiori, per recare offesa a Molfetta, proruppe in invettive e minacce contro il Consiglio, e sguainata la sciabola, si scagliò contro di lui.
All'atto inconsulto seguì un parapiglia; alcuni temendo una scena di sangue, scapparono dalla chiesa, ma taluni coraggiosi riuscirono a placare l'energumeno e a condurlo fuori; cosi tornò la calma, e si ripresero le operazioni della votazione.
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Non è nostro compito di esporre gli avvenimenti che accaddero in quei mesi turbinosi, perchè esula dal nostro argomento. Ricordiamo solo che il re Ferdinando, il quale contro volontà aveva dato la Costi­tuzione, accolse l'invito della Santa Alleanza di partecipare al convegno di Lubiana per dare spiegazione della sua condotta; e non ostante l'opposizione di una parte del Parlamento, il quale dubitava della sua lealtà, ottenne il consenso di recarsi al Convegno, promet­tendo di andare a difendere le franchigie giurate. Ma a Lubiana non solo si disse pronto a togliere la Costituzione, ma chiese l'aiuto militare della Santa Alleanza per ripristinare l'antico ordine di cose nel suo regno.
Difatti il 6 febbraio il generale Frimont con 52 mila austriaci moveva guerra al Napoletano, ed il Parlamento chiamava in fretta alle armi le legioni dei militi provinciali, che uniti all'esercito regio, male organizzato, dovevano accorrere alle frontiere per respingere il nemico. Si arruolarono in tutto il regno 70 battaglioni, ai quali si aggiunsero i carbonari più, convinti e risoluti. Molfetta dette 80 militi; per armare 25 di essi, che erano poveri, il decurionato con nobile slancio votò un contributo di 1600 ducati, oltre le somme che la cittadinanza raccolse sotto il nome di Doni patriottici . Fra gli ufficiali dei militi che partirono dalla nostra provincia, vi fu Gio­vanni Cozzoli, che conservò il grado di tenente e si equipaggiò, come gli'altri graduati, a proprie spese. Ma la sua compagnia non ebbe tempo di raggiungere il fronte, e dovette essere travolta in quella bufera, che sconvolse il Regno dopo la disfatta e lo sfacelo di Rieti e d'Antrodoco.
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