Rassegna storica del Risorgimento

BARI ; COZZOLI GIOVANNI
anno <1936>   pagina <862>
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862 Saverio La Sorsa
di questa società entravano di contrabbando libri, opuscoli, giornali, che per quanto rigorosamente proibiti, per mezzo di fidi settari veni­vano consegnati ai cospiratori più ardimentosi, i quali li facevano pervenire con grande abilità e segretezza ad altri settari.
In tanto fermento di attività morale ed economica, di pensiero e di azione, in ambiente cosi saturo di nobili sensi e di febbrile lavoro, era naturale cbe a Molfetta ardesse la maggior fiamma del patriot­tismo di Puglia, cbe vi pulsasse più vigoroso fremito di ribellione, e fosse possibile ad un uomo irrequieto e pugnace come il Cozzoli, di tenere attorno a se un forte nucleo di compagni, i quali con lui cospiravano per raggiungere un migliore assetto politico, un'esistenza meno triste.
Per questo negli anni che seguirono al periodo di preparazione, Molfetta rappresentò il centro più temibile della ribellione contro il governo borbonico, al quale dette le maggiori preoccupazioni.
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Sono noti i fatti accaduti in Italia tra il 1846 e i primi mesi del 1848 non che le loro ripercussioni nel Regno.
All'alba del 29 gennaio sulle cantonate di Napoli si leggeva l'atto sovrano, con cui accogliendo i voti del popolo si annunciava la con­cessione dello Statuto, informato non a quello spagnolo del 1820, ma a quello francese.
Le prime notizie del movimento vittorioso pervennero in Terra di Bari nel pomeriggio del 31 gennaio all'arrivo del corriere; ma le comunicazioni ufficiali trasmesse da Napoli la sera del 29 furono spe­dite ai nostri Comuni insieme con una copia del reale messaggio il giorno seguente.
L'impressione che l'inaspettata novella produsse nelle nostre città fu inesprimibile; si ebbe una manifestazione di folle tripudio da parte di tutti i ceti, che speravano nella sospirata costituzione l'infallibile rimedio alle loro angustie economiche.
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A Molfetta il Cozzoli, che vedeva realizzato il sogno da tanto tempo accarezzato, alla lieta notizia si die a raccogliere settari e amici, e formato un corteo, preceduto da bandiere, percorse le vie della città acclamando alla costituzione e alla libertà. Nella cattedrale fu can­tato un solenne Te Deurn di ringraziamento a Dio, e la sera furono