Rassegna storica del Risorgimento
BARI ; COZZOLI GIOVANNI
anno
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1936
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866
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866
Saverio La Sorsa
H Costantini, sospettoso e fosco, chiuso nel suo palazzo, ode tutto, medita, e trovasi investito dalla paura, che con le fredde sue spire lo preme. Da audace fatto umile, domanda protezione alla Guardia Nazionale, la quale, ponendo giù la rimembranza dei durati oltraggi, generosamente dì e notte lo tutela. La stessa paura lo spinge a salire il pulpito e lusinga le passioni del popolo spiegando la Costituzione. La Guardia Nazionale grata assorda il cielo gridando a ripresa più di venti volte: Evviva Costantini ! H quale a queste grida, come a molla che scatta, alzando la testa, si riscuote, la paura vien meno, è sparita. Riprende tutto l'ardire, chiama a raccolta i suoi satelliti, loro comunica il terribile veleno, e la fazione antiliberale rigogliosa e beffarda incede tra noi.
Corrono le segrete mene, le perfide corrispondenze. Si prostituisce il con-fessionile ed il pulpito per ingannare, per sovvertire.
Li questo mentre l'augusto atto di sovranità deve praticarsi dal popolo, cioè l'elezione dei deputati. L'indegno mitrato segna in una notte infernale per rappresentanti della Nazione nomini antiliberali, perversi, infami, e lordi ancora dei bassissimi delitti. La fazione di costui, girando da per tutto, compra voti, usa diaboliche insinuazioni, lusinga chi si arrende, chi recalcitra, minaccia, ed infine puntellando la Paria, contro il parere della Nazione, segna il Costantini per Pari.
H guanto è gettato, e la guerra cittadina scocca già. In tale commozione di a;nmn si buccina essersi veduti nel colmo della notte due uomini dalla lunga barba, dalle folte basette, avvolti in tabarri, sospettosi e furtivi, introdursi nel palazzo vescovile, e dopo varie ore di dimora, verso l'alba uscirne.
Frattanto correva una voce, vera o falsa, trovarsi l'abbonito Code in Gorato; si temeva di macchinazioni, di colpi controrivoluzionari. Perciò le menti si riscaldano, il sospetto s'insinua, s'ingrandisce, giganteggia, alla fine si grida al tradimento. Il servo del Vescovo, interrogato, conferma la diceria, e questa è divenuta un fatto.
Inoltre i Costantiniani asserivano essere i due incogniti dei gesuiti, che poveri e sfrattati domandavano soccorso.
Poteva il Costantini soccorrere la peste gesuitica, condannata e scacciata da tutti i paesi come da Napoli, come pure dalla cattolica Roma ? Non ealpe-stava in tal modo la Nazione e i suoi sacrosanti voleri ?
Tanta audacia fa prorompere lo sdegno ; si odono parole indegne, indegnissime minacce, si azzardano progetti diabolici di sangue. H tumulto già scoppia. Chi si trovava preposto all'ordine pubblico, stretto dall'urgenza e dall'imponenza del movimento, invia una deputazione di gentiluomini al Vescovo prevaricatore, incaricata di manifestargli con rispetto, che stante l'imminente scottante rivoluzione, abbia la compiacenza di allontanarsi, che, se non lo volesse fare, darebbe ragione alla Nazione dei fiumi di sangue che potrebbe versarsi... .