Rassegna storica del Risorgimento

BARI ; COZZOLI GIOVANNI
anno <1936>   pagina <867>
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Giovanni Cozzali - Pagine di storia del Risorgimento, ecc. 867
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Come risulta da diverse fonti, la Domenica delle Palme, 16 aprile, dopo che il Vescovo aveva compiuto le sacre funzioni, e ritiratosi nel palazzo, si era messo a pranzare, Luigi Marinelli, Graziano Candida, insieme con Liborio Romano, Michele Lioy, Mauro Candida e Giovanni Cozzoli, alias Cozzolicchio, entrarono nel palazzo vescovile, e doman­darono di lui al cursore Giovanni Lamacchia. Questi rispose essere il Vescovo a pranzo, e che, se avessero voluto, gli avrebbe portato l'imbasciata.
Che iml> asciata ed imbasciata ! ribattè Graziano Candida, noi non ammettiamo leggi ; ed in così dire si introdussero nell'attigua stanza dove il prelato stava a mensa, e l'obbligarono a confabulare con loro.
Quivi Michele Lioy annunziò a Monsignore che doveva subito par­tire da Molfetta, e che la carrozza era già pronta ad attenderlo nel cortile. Aggiungeva che a tale deliberazione si era venuti sia per la sua inframmettenza nella scelta dei deputati, sia perchè aveva fatto predicare dai parroci la necessità di pagare la fondiaria; inoltre perchè non voleva nominare per arcidiacono di Terlizzi il canonico Tamboja, e perchè non aveva voluto dare alle stampe il discorso pronunziato sulla Costituzione.
Il Vescovo rispose non essere vero che aveva proposto una nuova lista, ma che avendo saputo che si faceva il nome del Cozzoli, come deputato,, aveva consigliato la scelta di qualche altro di miglior garbo e morale ; aveva fatto predicare l'obbligo di pagare il contri­buto fondiario, perchè la Costituzione non esimeva da tali oneri; che per motivi di coscienza non poteva nominare il Tamboja, e che il discorso da lui pronunziato non era lavoro degno della stampa.
Queste risposte non piacquero, e gli fu ripetuto che dovesse nel momento abbandonare Molfetta, poiché per la sua influenza non si sarebbe riusciti alla scelta dei deputati. Non vi fu via di mezzo; gli 8'ingiunse di fermarsi per qualche giorno a Barletta, donde sarebbe stato rilevato il mercoledì santo per essere ricondotto onorificamente in Molfetta dopo la elezione. Monsignore rispose che non conoscendo alcuno a Barletta, si sarebbe recato dal suo confratello, Vescovo di Andria. E disceso nel cortile trovò la propria carrozza, in cui presero posto Graziano Candida, Raffaele De Lago e Liborio Romano.
Costoro lo accompagnarono sino a Trani, ove con apparenza di rispetto si accomiatarono da lui, e si fermarono alquanto per vedere la strada che egli avrebbe preso; quando furono sicuri che si dirigeva verso Andria, fecero ritorno a Molfetta.