Rassegna storica del Risorgimento

BARI ; COZZOLI GIOVANNI
anno <1936>   pagina <868>
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Saverio La Sorsa
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Il Costantini intanto non ebbe pace nemmeno presso il collega, perchè il mattino dopo il suo arrivo avvertì un misterioso andare e venire di persone nella stanza dove era alloggiato. Ne chiese la.ragione al confratello, il quale l'assicurò che non v'era nulla da temere. Ma sul far della sera, il secondo eletto, Tobia Bisceglie, che funzionava da Sindaco, ebbe un lungo colloquio con monsignor Cosenza, il quale si mostrava afflitto ed angustiato con i segni di profonda costerna­zione, per il che il Costantini prese ad insistere premurosamente per sapere di che si trattasse. Il saggio prelato, con parole rotte dai sin­gulti, gli confessò che la sua permanenza non era immune da pericoli; nel frattempo arrivò il suo cocchiere, tutto spaventato, per annunziare che era necessaria l'immediata partenza del Vescovo di Molfetta, altrimenti il giorno seguente gli sarebbe capitato quello che era accaduto pochi giorni prima al Vicario Tosti, che era stato violente­mente espulso dal popolo. Senza perder tempo, il Costantini sali in carrozza, e protetto dalle tenebre della notte partì per Napoli, dove arrivò la sera del Giovedì Santo.
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Colla partenza del Vescovo non cessarono le intemperanze contro di lui. Un gruppo di faziosi, la stessa sera tornò al palazzo episcopale, e fattesi avere le chiavi dal rettore del seminario, rovistò da per tutto; si cercarono le carte, e si frugò in ogni più segreta parte. In quel giorno e nei seguenti, il solito gruppo si presentò al Direttore delle Poste, e gì'impose di consegnare le lettere dirette a Monsignore. Al rifiuto del Direttore si recò dal fratello del Vescovo, e lo costrinse a conse­gnargli la corrispondenza già ritirata.
Che tutta questa levata di scudi fosse stata premeditata e voluta dal Cozzoli, risulta dal fatto che egli stesso se ne vantò, e parlando col canonico Giovanni Romanelli, disse: Adesso ne ho mandato quell'assassino del Vescovo; egli non ci farà più ritorno; volea immi­schiarsi nella elezione dei Deputati .
Ecco come il Cozzoli commentava col solito suo stile reoboante e fantasioso la partenza del Costantini:
Il popolo gettando dei motti arguti, manifèstamente gioisce. Perciò atto­nita, spaventata rimane la combriccola Costantiniana, che sperava qualche risona o qualche mossa della plebe, e vergognosa si nasconde. Ma non sosta