Rassegna storica del Risorgimento
BARI ; COZZOLI GIOVANNI
anno
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1936
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pagina
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869
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Giovanni Cozzali - Pagine di stona del Risorgimento eoe, 869
da raggiri, dalle infernali suggestioni, sussurra, sommessa parla, grida essere inviolabile il domicilio, e sopratutto l'asilo del Vescovo; non essere stato consigliato ma imposto l'esilio; il nuovo Mario, il nuovo Siila fa proscrizioni, il terrorismo di Robespierre è risorto. Fatto sempre più audace, insinua essere offesa la Religione, vacillano gli altari, l'anarchia, lo scompiglio, il caos minacciano.
Ma tutte le macchinazioni, le cabale rompono {sic). Il Costantini, orrore di tutti, non tornerà; la sua fazione sarà schiacciata, ed il colossale edificio della libertà raggiungerà il suo apogeo. Così sia !
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Un fatto quasi identico al precedente accadde all'ex Provinciale dei Padri Cappuccini, fra Vito da Gioia. Si buccinava che costui fosse un reazionario, e che segretamente spiegasse una propaganda ostile ai liberali. La sera del 24 aprile verso un'ora e mezza di notte, una schiera armata di Guardie Nazionali fece irruzione nel convento dei Cappuccini, e penetrata nel refettorio, dove i monaci tranquillamente cenavano, impose al padre di partire immediatamente, dicendo che era ordine della Guardia Nazionale. Il poveraccio, in preda allo spavento, cercò di spiegare il suo contegno e chiese una dilazione, ma non gli fu concessa, ond'egli accompagnato da due armati potè appena recarsi nella sua cella a cambiar gli abiti; poscia salito su di una carrozza, che era già pronta alla porta del convento, fu obbligato ad andar via, e gli s'impose di non tornare più.
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Eletti i deputati non tornò la calma negli animi. Per tutta la provincia gl'incidenti accaduti a Molfetta furono gonfiati, e ripetuti di bocca in bocca, acquistarono il carattere e l'importanza di una rivoluzione; da molti si credeva che la città fosse il covo della rivolta; che il Cozzoli dominasse da dittatore, e terrorizzasse la popolazione; che meditasse colpi di mano contro le autorità provinciali per sovvertire l'ordine costituito e proclamare la repubblica; altri aggiungevano che egli stesse in corrispondenza con gli elementi più fanatici ed esaltati della regione, e che da un momento all'altro dovesse scoppiare un terribile moto. Certo è che verso la fine di aprile si sparse la voce che una combriccola di Molfettesi stesse per mettere a sacco e ruba Bari e Barletta e proclamare la repubblica. L'Intendente eccitò i Baresi a prendere le armi e ad accorrere contro il temuto ribelle.