Rassegna storica del Risorgimento
BARI ; COZZOLI GIOVANNI
anno
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1936
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pagina
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871
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Giovanni Coxssoli - Pagine di storia del Risorgimento ecc. 871
0 voi che presumete arrestare l'impetuoso corso della libertà, che vittoriosamente stritola tutti i troni del dispotismo, e ne abbatte i regnanti, tremate; i deputati si congregano, si erge maestosa ed imponente la Camera per rendere la giustizia a chi è dovuta, e per invocare i rigori della legge contro i prevaricatori. Tremate; il giorno della vendetta v'incalza, l'ira di Dio rompendo come lo schianto della saetta, vi percuote, e la maledizione dei tardissimi nepoti greve peserà sulla vostra memoria. Perciocché Molfetta, terra feconda di portentosi ingegni, di onesti, prodi e valenti cittadini, respinge da sé l'orribile, nera calunnia, scagliando l'infamia e l'anatema contro i codardi e scellerati autori d'una perfìdia tanto diabolica, e altamente protesta che là in Napoli innanzi la Camera, domanderà ragione dell'ambigua, misteriosa condotta di coloro, i quali, dimenticando e prostituendo il sacrosanto mandato loro affidato, tentano mandare sossopra la Provincia ed il Regno.
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Deve essere di quegli stessi giorni un Reclamo intitolato La provincia di Bari al ministro del re , che quantunque non firmato pare ad alcuni debba attribuirsi al Cozzoli. In esso si lamentano abusi e camorre nell'amministrazione della Provincia, si fanno accuse contro il Segretario dell'Intendente, Sabino Scoccherà ed il marchese Ottavio Tupputi, che era divenuto l'oracolo dell'Intendente de Cesare, e si reclamavano i seguenti provvedimenti:
1 Che la burocrazia dell'Intendente fosse rinnovata, allontanando tutti i ladri la cui ricerca era facile, perchè condannati dall'opinione pubblica da molti anni.
2 Che il de Cesare allontanasse il Segretario dal cognome Guadagni, il quale nel suo nome portava l'accusa di cui era incolpato.
3 Che lo Scoccherà fosse messo ad altro impiego, oppure trasferito altrove.
4 Che al Tupputi, avendo rinnegato coi fatti il suo glorioso passato, fosse tolta ogni influenza ed autorità, ch'era pericolosa e dannevole all'intera Provincia.
5 Che si fosse provveduto ad arrestare i danni alla pastorizia, vietando l'introduzione delle vacche dalmate, le quali arrecavano danno alla pubblica salute, all'industria ed alla finanza.
6 Che in Bari fosse inviato un Segretario Generale non ignaro della Provincia, il quale avesse meriti e probità, onde il de Cesare unisse alla scienza e fermezza del collaboratore, la sua buona e delicata probità.