Rassegna storica del Risorgimento

BARI ; COZZOLI GIOVANNI
anno <1936>   pagina <872>
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Saverio La Sorso
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Uno dei provvedimenti escogitati dal Governo fu quello di disci­plinare il principio di associazione ed in ogni città sorsero circoli costituzionali, che potevano convocarsi liberamente in pubblico, e discutere sulle questioni di politica locale e nazionale. Il Cozzoli ne approfittò per raccogliere intorno a sé il maggior numero di satelliti, e mentre teneva le riunioni pubbliche nell'antico teatro o nella sala comunale, raccoglieva segretamente la famiglia nel trappeto di Sergio Lezza, o in quello di Raffaele Delago.
Ma il vero club dei più caldi patrioti era il caffè Parvanà dove intorno al Cozzoli si raccoglievano i giovani più ardenti e pieni di balda spensieratezza; nel piano superiore con la scusa di giocare a carte, si tramava, si preparavano i proclami politici, si organizzavano dimostrazioni; là il Cozzoli, che dominava da per tutto, aveva il suo stato maggiore e, con i più caldi suoi fautori complottava quello che si doveva fare. Che cosa si discutesse in quei convegni non c'è dato di sapere; certo è che nel periodo delle persecuzioni la giustizia volle indagare sulla condotta dei settari, e non trascurò d'incolparli d'aver congiurato in quelle conventicole segrete, definite criminosi assem­bramenti, ove discutevansi subbierti momentosamente contrari alla pubblica tranquillità, e dove prendeansi le deliberazioni quanto ingiu­riose al Governo del Re, altrettanto sovversive di ogni ordine, e manifestamente tendenti a scrollare sin dalle sue basi la macchina sociale, ed a distruggere e a cambiare la forma governativa dello Stato .
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Intanto si era ai primi di maggio, e si attendeva con ansia l'aper­tura del Parlamento. Il Ministro di Grazia e Giustizia Saliceti era stato licenziato dalla Corte per le sue idee troppo avanzate, ed egli s'era dato a svolgere nel Nazionale un suo programma sulle seguenti basi: riforma dello Statuto, abolizione della Camera dei Pari; facoltà della Camera di mutare la Costituzione; invio di Commissari orga­nizzatori nelle province; partecipazione alla guerra d'indipendenza contro l'Austria.
Suoi fanatici seguaci l'andarono propagando per le province, e nella nostra venne il deputato Saverio Barba risi che era stato eletto nel Collegio di Molfetta. Costui nelle diverse città in cui si fermava, teneva concioni, e faceva firmare petizioni al Parlamento per chie­dere l'attuazione del programma del Saliceti.