Rassegna storica del Risorgimento

BARI ; COZZOLI GIOVANNI
anno <1936>   pagina <875>
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Giovanni Cozzali -= Pagine di storia del Risorgimento, ecc. 875
Senonchè, a questa lettera espressa in forma ufficiale dal Cozzoli, a nome anche del Colonnello Tupputi, l'Intendente dì Bari fu viva" mente sorpreso, e spedi d'urgenza ai Sottintendenti d'Altamura e di Barletta un ordine per arrestare l'esecuzione di quell'atto pericoloso alla quiete pubblica. Il Sottintendente di Barletta a sua volta, si affrettava a spedire questa lettera circolare ai Sindaci del suo cir­condario :
Barletta, 24 maggio 1848. Signor Sindaco,
In punto ohe sono le ore 22 giunge dal Signor Intendente della Provincia il seguente avviso telegrafico : Farà conoscere subito con espresso a tutti i Capì-tani della Guardia Nazionale del suo Distretto di non aderire agli inviti di quello di Molfetta, Giovanni Cozzoli, sotto pena della destituzione e di essere puniti con tutto il rigore della legge; il Signor Sottintendente sarà responsabile del­l'esecuzione. Le invio ora, dunque, la presente per espresso, e come appena in qualunque ora le giungerà, la interesso di dar tosto comunicazione a cotesti capitani, o a chi comanda la Guardia Nazionale, prendendone dichiarazione
al margine del presente ufficio.
Coppola.
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La circolare del Cozzoli non ebbe effetto; dei Capitani delle Guar­die Nazionali alcuni ebbero paura di compromettersi e d'essere desti­tuiti e incarcerati; altri che disapprovavano la condotta irrequieta e ribelle del Cozzoli, non lo avrebbero seguito anche se non fosse venuta la minaccia dell'Intendente. H tentativo ideato dal nostro tribuno cadeva, come caddero tutti gli altri organizzati nelle diverse partì, del Regno. Come osserva il Nisco, nessuna città era apparec­chiata a resistere; gli accordi non vi erano; variavano i consigli; consumavasi il tempo in deliberare; il popolo bramava udire la voce dei suoi rappresentanti; ma la più parte di questi aveva ricevuto asilo, con gran numero di altri cittadini, sulle navi francesi .
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Il nuovo Ministero, detto del 16 maggio, si affrettò a richiamare il corpo di spedizione capitanato da Guglielmo Pepe, e a prendere provvedimenti severamente restrittivi d'ogni libertà. Furono diffuse a migliaia le copie di una relazione sui fatti accaduti il 15 inaggio, per darne colpa ai patrioti, e parecchie circolari furono spedite