Rassegna storica del Risorgimento
BARI ; COZZOLI GIOVANNI
anno
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1936
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pagina
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877
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Giovanni Coszoli *- Pagine di storia del Risorgi.mento, ecc. 877
Tutte queste belle promesse e i ripetuti inviti ad aver fiducia nel Governo non ottenevano alcun risultato, e l'agitazione continuava e s'ingagliardiva.
E mentre prima essa aveva avuto come centro e fulcro la capitale, ora fu portata nelle province, dove il fermento era vivissimo. I due deputati Giuseppe Ricciardi e Luigi La Cecilia, che tanta parte avevano avuto nelle giornate del 14 e 15 maggio, rifugiatisi con altri sulle navi francesi, emigrarono a Malta, e 11 concepirono l'ardito disegno di porre in atto la protesta scritta dai deputati prima di sgombrare la sala di Monteoliveto, di riunirsi cioè in luogo sicuro per far valere i diritti della nazione.
Nessun'altra regione sembrava più adatta, a divenire centro di questa riscossa, della Calabria, sia perchè era la più lontana dalla capitale, sia per la prossimità alla ribelle Sicilia. Perciò il 31 maggio il Ricciardi sbarcò in Villa S. Giovanni, accolto con festa dal Romeo, dal Mileto, dal Torricelli, da Eugenio de Riso e da altri, che prima di lui erano sbarcati, e avevano cominciato a commuovere le popolazioni contro il Governo. Era loro disegno di estendere la ribellione dalla Calabria nelle Puglie, nella Basilicata, nel Cilento, negli Abruzzi e stringere Napoli in un cerchio di ferro, obbligando la monarchia a capitolare. Il Ricciardi, dice Nisco, si proponeva di fare per la libertà anello che nel 1799 il cardinale Ruffo aveva fatto per il dispotismo. Il suo piano trovò consenzienti quasi tutti i firmatari della Protesta, e a Napoli se ne fece banditore il Nazionale, giornale battagliero, diretto da Silvio Spaventa, che soppresso durante la raffica reazionaria del 15 maggio, riprendeva coraggiosamente le pubblicazioni il 5 giugno.
H momento pareva opportuno: la Calabria era in ribollimento, come le altre province, per i casi di Napoli, e l'arrivo di questi deputati accese maggiormente il fuoco. Infatti a Cosenza si costituiva un Comitato di Salute Pubblica, che il 30 maggio proclamava l'insurrezione per tutta la Provincia; il 2 giugno i deputati Raffaele Valentini, Mauro, Ricciardi e De Riso pubblicavano un violento manifesto, in cui, affermando che per i fatti di Napoli s'era rotto ogni patto fra principe e popolo , invitavano i loro colleghi della disciolta Camera a convenire il 15 giugno in Cosenza, onde riprendere le deliberazioni interrotte in NapoH dalla forza brutale, e porre sotto l'egida della Assemblea nazionale i sacri diritti del popolo napoletano . Così la rivoluzione delle Calabrie si volle presentare dai promotori come legittima conseguenza della protesta dei deputati del 15 maggio.
Anche a Catanzaro il 4 giugno s'installava un Comitato di Salute Pubblica, e un altro ne sorgeva a Sant'Eufemia.