Rassegna storica del Risorgimento
BARI ; COZZOLI GIOVANNI
anno
<
1936
>
pagina
<
878
>
878
Saveroi La Sorsa
* * *
Le notizie di quanto avveniva in Calabria, e i proclami focosi che venivano diffusi dai vari Comitati, mantenevano viva l'agitazione delle altre province, incoraggiando i liberali e destando più vivo fermento nella parte democratica. Si sperava che aiutando i fratelli calabresi nel loro nobile sforzo, si sarebbe abbattuta la reazione larvata, che già si manifestava negli atti del Governo e dei suoi funzionari. Quindi si ventilavano progetti di armar gente, incoraggiare volontari e farli partire per i luoghi dell'insurrezione. L'8 giugno il Circolo costituzionale di Potenza inviava una circolare a tutti i Comuni della Basilicata, perchè mandasse ciascuno un delegato al capoluogo, allo scopo di prendere parte ad una dieta provinciale da tenersi il 15, la quale doveva prendere le opportune provvidenze in ordine agli interessi della causa pubblica ; nello stesso tempo ordinava che il capo della Guardia Nazionale facesse subito mettere in atto di muovere per il capoluogo tutte le Guardie Nazionali, o i cittadini che volontariamente intendevano offrirsi armati a difesa della Costituzione e svolgimento di essa.
A questi preparativi non restava indifferente Giovanni Cozzoli, che tentò di formare un corpo di volontari audaci e risoluti.
Arrogandosi il titolo di Maggiore delle Guardie Nazionali, mentre non era che il Capitano della 1a Compagnia, ordinò che tutte le Compagnie si schierassero nel largo S. Domenico; poi chiamò gli altri tre Capitani, e disse loro d'invitare i propri soldati a farsi volontari per correre in aiuto dei rivoltosi di Calabria, promettendo un compensò alle famiglie di coloro che sarebbero partiti.
Quale fosse lo stato d'animo del Cozzoli in quei giorni d'incertezza e di ansia è facile comprenderlo; il suo spirito irrequieto, la sua natura focosa e impulsiva, l'avversione innata che sentiva per ogni sopruso, lo portavano ad agire e a compiere atti anche imprudenti e pericolosi.
Nell'atto di accusa cosi è descritta l'attività svolta dal nostro tribuno in quei giorni:
D Cozzoli mirava a suscitare una civile combustione nello scopo di cambiare la forma del Governo, e, per corrispondere agli audaci progetti della demagogia, si era messo in relazione coi più decisi rivoluzionari di questa e delle altre province, nello scopo di propagare lo spirito di sedizione, ferace di più funesti e più luttuosi avvenimenti. Erano frequenti nella sua casa, nel teatro e altrove le discussioni e le conferenze non meno fra i suoi seguaci che con altri che in