Rassegna storica del Risorgimento

BARI ; COZZOLI GIOVANNI
anno <1936>   pagina <881>
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Giovanni Cozzoli - Pagine di storia del Risorgimento, ecc. 881
IN elio stesso giorno nominava una commissione, la quale doveva attendere all'armamento di quelli che dovevano partecipare alla colonna armata, e riuscì formata da Loreto Tortora, Zaccaria e Vincenzo Gallo, Pasquale Menelao e Vincenzo Sigismondo.
Una seconda commissione, composta dal Cozzoli stesso e da Raffaele De Lago, Antonio Pappagallo, Sergio Lezza e Sergio Fontana, doveva giudicare e condannare i disertori e i ribelli.
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In quei giorni di disordine e di confusione, quando le autorità borboniche erano perplesse e turbate, e lo stesso Intendente De Cesare, incapace di rimettere l'ordine, vistosi esautorato, abbandonava il suo ufficio, e si ritirava a Napoli, il conte De Rderis, nominato pari del Regno il 13 maggio, da Bitonto, dove dimorava, si recò a Monopoli, in casa del cav. Francesco Paolo Martinelli, suo collega nell'alta Camera, e quivi si abboccava col Ghezzi e con altri liberali di quella città.
Messosi d'accordo con essi, tornava al suo paese, e dopo procedeva per Terlizzi, dove ebbe un altro colloquio col patriota Giuseppe Laginestra. Durante la notte ambedue mossero per Molfetta, e giunti a due miglig dall'abitato, la loro carrozza s'incontrò con un'altra, scortata da gente armata di fucili, dalla quale discese Giovanni Coz­zoli. Fra i tre personaggi ebbe luogo un lungo colloquio, ma non pare che si raggiungesse alcun accordo. Ad un certo punto il Cozzoli, al lume di un mozzicone di candela, lesse una carta, in cui aveva abboz­zato alcune sue proposte, ma il De Rderis, che parlava concitato, non le approvò, e spesso esclamava: Non può essere! .
R colloquio dovette avere per iscopo di cercare un'intesa ed un accordo sulla linea di condotta da tenere in quei frangenti per la patria dolorosi fra quei due patrioti illustri, che godevano di un largo seguito nella Provincia.
Tale accordo non potè raggiungersi per le diverse tendenze e i differenti caratteri dei due personaggi. H conte era uomo d'or­dine, alieno dai fatti rumorosi, disposto a spendersi largamente per la santa causa, ma senza scostarsi dalle vie della legalità; l'altro era uomo di azione ardente, agitatore, sdegnoso di accademie e di temporeggiamenti.
Perciò il convegno che fu tenuto verso il 20 giugno a S. Spirito, nella villa di Marco Cioffrese, era destinato a fallire, perchè l'urto delle due tendenze, la moderata, rappresentata dal De Rderis, e la
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