Rassegna storica del Risorgimento
BARI ; COZZOLI GIOVANNI
anno
<
1936
>
pagina
<
883
>
Giovanni Cozzali Pagine di storia del Risorgimento, ecc. 883
Per sempre più svillaneggiare il Governo, la sera di S. Giovanni i seguaci del Cozzoli volendo festeggiare l'onomastico del loro capo, si riunirono sotto il suo palazzo, e con l'accompagnamento della banda musicale fu cantato un inno patriottico, nel anale aggiunsero l'intercalare: Viva l'Italia e morte al re! . Indi chiamarono fuori il Cozzoli, lo applaudirono e gli gridarono reiterati evviva; egli si affacciò al balcone, e li salutò ringraziando. Questa dimostrazione
Ifu più tardi stigmatizzata dalla giustizia eoll'app ellativo di stolta baldoria .
* *
Intanto il 15 giugno si era riunita a Potenza la Dieta Provinciale, la quale per la diversità di tendenze sorte fra i convenuti non aveva deciso nulla di concreto, ma aveva rimandato ogni deliberazione definitiva alla Dieta Federale, eie si sarebbe tenuta il 25. Però la parte democratica, ritenendo che tale decisione fosse un tradimento, si era data a suscitare il malcontento contro i moderati, e si era adoperata a tutt'uomo di preparare i mezzi d'insurrezione; aveva inviato emissari nei paesi della Provincia e in quelle limitrofe, e stava raccogliendo armi e munizioni per tenersi pronta all'azione. In Puglia venne Giuseppe Grippo, che stette a Molfetta, ed ebbe un abboccamento col Cozzoli, il quale, approvando i deliberati della fazione ultra liberale di Lucania, le promise tutto il suo appoggio; anzi la sera del 19 giugno ordinò al vetturino Andrea Caradonna di caricare sulle sue vetture quattro cannoni con due affusti, e di trasportarli a Potenza.
* *
Si giunse così al 25 giugno, giorno fissato per la convocazione della Dieta Interprovinciale. In una sala del Real Collegio si riunirono i delegati dei circoli di Bari, Lecce, Capitanata e Molise; mancarono quelli di Salerno, avendo questa provincia dichiarato che avrebbe operato da sé non parole, ma fatti .
Stretta la Federazione fra le cinque provincie, suo primo ed unico atto politico fu la protesta formulata sotto il nome di Memorandum , e divulgata per le stampe in oltre un migliaio di copie, prima che fosse inviata al Ministero.
Essa da alcuni fu ritenuta opera esclusiva del libertini, rappresentante di Lecce, ma noi non abbiamo nessuna prova per affermare ciò, anzi siamo convinti che la redazione fu fatta collettivamente dai convenuti, ciascuno dei quali dovette suggerire le proprie idee.