Rassegna storica del Risorgimento
BARI ; COZZOLI GIOVANNI
anno
<
1936
>
pagina
<
890
>
890
Saverio La Sorsa
Dieta doveva adottare, e in ultimo si deliberò che ogni Comune dovesse inviare al Comitato provinciale un elenco delle Guardie Nazionali, disposte a riunirsi a qualunque richiesta, per accorrere dove fosse necessario al mantenimento dell'ordine.
La terza riunione ebbe luogo il 3 luglio, e si stabilì che il Comitato provinciale dovesse durare in carica un mese, e che nello spazio di dieci giorni dovesse presentare il progetto di uno statuto per la rappresentanza provinciale. Dopo chiese la parola il deputato di Gioia, Saverio Giordano, il quale annunziò all'Assemblea che il giorno avanti il popolo si era sollevato chiedendo la divisione delle terre demaniali. Il Bozzi disse che quella era un'occasione propizia per mostrare alla prova la forza e la funzione del Comitato, e mentre il conte De Hderis con altri si offrivano spontaneamente di recarsi a Gioia per stabilirvi la quiete, egli propose che una commissione si recasse dal Mandarini per provocare disposizioni atte a ricondurre l'ordine in quel Comune.
La proposta venne accolta, e il Bozzi, il conte De Ilderis, il Sabino e De Laurentiis andarono a parlare coli'Intendente, che dichiarò di non aver forza sufficiente. Permise però che il conte De Ilderis, il quale era capo squadrone della Guardia d'onore, accorresse a Gioia, e valendosi del suo ascendente, acquietasse il popolo.
Tornati all'Assemblea riferirono la risposta, e cosi si chiuse la Dieta.
Come si vede, essa non ebbe l'importanza politica che i giudici reazionari più tardi le attribuirono. A prescindere dal fatto che la maggioranza dei deputati era di principi moderati, risulta evidente che nemmeno la frazione democratica mostrò di avere idee chiare sull'azione da svolgere, o un programma definito e concreto da eseguire. Le proposte fatte da essa non miravano a sovvertire l'ordine pubblico, come disse l'accusa, né potevano provocare un grande incendio, giacché erano ispirate dal desiderio di impedire perturbazioni, e di tutelare i diritti dei cittadini con voti platonici.
In realtà nella Dieta di Bari si fecero molte chiacchiere, si pronunziarono troppi discorsi, si assistè a lunghe discussioni, ma non si fece nulla di utile e di serio per far sentire al Governo l'indignazione e la protesta del popolo pugliese contro le illegalità commesse, né si escogitarono provvedimenti efficaci per frenare le intemperanze della plebe, che in alcuni paesi agricoli s'era abbandonata ad atti vandalici. La maggioranza dei deputati ebbe paura di compromettersi di fronte alle autorità costituite, adottando misure energiche, e invadendo i poteri dello Stato; e come prima della riunione aveva cercato di ossequiare l'Intendente per aver da lui l'imbeccata e