Rassegna storica del Risorgimento

BARI ; COZZOLI GIOVANNI
anno <1936>   pagina <891>
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Giovanni Coxsoli Pagine di storia del Risorgimento t ecc. 891
regolarsi sul da fare, cosi durante le discussioni si mostrò timida e moderata per non incorrere nell'ira del Governo, e trovare una ragione di meritare il perdono nel caso che trionfasse la reazione.
È indiscutibile che la Dieta falli al suo scopo; se essa era stata convocata per escogitare i provvedimenti atti a coordinare le forze liberali della Provincia, per imporre al Governo il rispetto delle gua­rentigie costituzionali, e tutelare la quiete dei cittadini, non può dirsi che con le discussioni fatte raggiungesse la sua finalità.
E fu un bene che le idee sovversive del Bozzi, del La Ginestra, di Del Drago e di Nisio riguardo alla proclamazione del governo prov­visorio non trionfassero, perchè esso sarebbe andato incontro ad un insuccesso clamoroso, ed avrebbe aumentato inutilmente il numero delle vittime nel periodo della reazione. La verità è che nulla era preparato, che la coscienza pubblica sui problemi che si agitavano, non era ancora formata, che il carattere di gretto egoismo di classe preso dall'agitazione alienò dai capi l'animo delle moltitudini, che c'era ancora troppo spirito borbonico in molti dell'assemblea, e che le proposte impulsive, gli atti inconsiderati, giustamente in seguito censurati col nome di quarantottate , se erano indici di un fervido patriottismo e di sincera fede liberale, mostravano anche poca pra­ticità in chi le suggeriva, e scarsa conoscenza delle condizioni del momento. Quei liberali, che come il Del Drago, andavano nelle assem­blee con la testa piena di reminiscenze bibliche e di versetti dei salmi, e infioravano i loro discorsi di sentenze dei santi padri e di citazioni morali, erano degli idealisti, cui sfuggiva la realtà della vita, e perciò proponevano e consigliavano misure, che al lume della critica franca ed obbiettiva dovevano sembrare irrealizzabili ed assurde.
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Chiusasi la Dieta, i due rappresentanti di Molfetta al ritorno da Bari ebbero un colloquio col loro capo, il quale fece affiggere in pub­blico una copia del Memorandum controfirmato da lui, e ordinò che si raccogliessero offerte spontanee, e si mobilitasse la Guardia Nazionale. Quindi fece circolare nel paese due fogli, uno per ricevere le firme di coloro che erano disposti a partire come volontari, e l'altro per la raccolta delle offerte.
Ma tranne che in pochi paesi della Provincia, dove i delegati seppero tener vive le speranze e la fede nel sicuro trionfo della libertà, nella maggior parte dei Comuni l'invito ad installare un governo provvisorio, ed a tenersi pronti per una resistenza risoluta, rimase