Rassegna storica del Risorgimento

BARI ; COZZOLI GIOVANNI
anno <1936>   pagina <893>
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Giovanni Cozzali - Pagine M storia del Risorgi manto, ecc. 893
in pochi giorni questa impresa. Mi mandi cento nomini risoluti, ben muniti di armi, non mancando il pugnale di cui farà maggior mestiere, quattrocento a cinquecento mazzi di cartocci, un cavallo ben sellato, per mantenere meglio la comunicazione fra posti e posti, e mille ducati di cui ella sa l'uso che debba farsene. Questa somma le giuro rimandarle, terminata appena l'impresa e dalla borsa di quei vili, che non bau saputo, né voluto difendere la libertà. Signore, bisogna scuotere questa gente invilita dal peso della schiavitù. Un esempio è necessario, e questo esempio lo darò io, purché ella vorrà prestarsi ai richiesti mezzi. Sabato, la sera, giungeranno quivi le truppe, per quindi partire lunedì. Domenica, se veramente ella ama la buona causa, di buon'ora mi farà trovare la gente d'arme, e quanto le ho richiesto, in Andria, donde possa guidarla agli agguati per rinnoverare così i fatti di Calabria.
Ma mi risponda prima, e se meglio vuol fare, con un messo, per cui mezzo mi manderà il cavallo che mi servirà per recarmi in Andria. Chi le scrive, o Signore, non è altro che un giovane di 25 anni, figlio di un tale-, che in altro tempo ci metteva tutto il suo per la medesima causa Se la domanda di questo giovane di gran cuore e risoluzione le parrà degna della causa cui Ella, con tanto ardore difende, non tarderà punto a prestargli i richiesti mezzi.
H messo mi porterà la parola, che mi farà riconoscere dagli uomini, che Ella, se crede, mi manderà in Andria. L'indirizzo. D. Tommaso Mattarrese.
Questa lettera piena di spiriti ardenti e di fermi propositi rinfocolò le speranze del Cozzoli, che fidando nella cooperazione degli Andriesi, stabilì d'inviare ad Andria tredici cannoni, con i rispettivi affusti e casse di munizioni.
I diversi carri partirono di notte per la via di Terlizzi, seguiti da due carrozze piene di gente armata.
A due miglia dall'abitato andarono loro incontro vari andresani, armati, che con grande esultanza portarono a depositare i cannoni nella casina di Michele Atthnonelli, e vi rimasero alcuni a far la guardia.
L'arrivo di queste artiglierie destò vivissima impressione nei paci­fici cittadini, i quali avevano saputo che esse avrebbero dovuto essere collocate nella masseria del Capitolo per tendere un'imboscata alle truppe borboniche, che stavano per avvicinarsi. Alcuni dei ricchi temettero pure che con quell'apparato di forze si volesse ricattarli di vistose contribuzioni, e perciò si agitarono.
Sorse quindi un'energica opposizione nella parte moderata della cittadinanza, che fece una dimostrazione ostile, e riuscì ad obbligare gli altri a respingere i cannoni a Molfetta.