Rassegna storica del Risorgimento
BARI ; COZZOLI GIOVANNI
anno
<
1936
>
pagina
<
894
>
891
Savsrio La Sorsa
*
Intanto il Gozzoli vedendo che gli altri Comuni non si muovevano, e che ogni resistenza pareva impossibile, il 15 luglio inviava una circolare alle a famiglie inadempienti, declinando ogni responsabilità; essa diceva:
Caro fratello. L'attuale imperiosa circostanza da tutti conosciuta sarebbe stata di tutta necessità mettere in esecuzione il deliberato nella Dieta de' 7 corrente, e tenere un'attiva corrispondenza con le famiglie limitrofe, e tutte le famiglie di questa provincia. Ma io mi protesto, e dò conoscenza a tutt'i fratelli di non potere mandare ad effetto quanto occorre per la mancanza dei mezzi cbe giusto il deciso non si è eseguito.
Tanto debbo per mio discarico e vi abbraccio fraternamente. Molfetta li 15 luglio 1848. Le famiglie che hanno adempito sono: Spinazzola, Palo, San-nicandro. Castellana, Bitonto, Acquavi va, Giovinazzo. Affezionatissimo fratello vero. Giovanni Cozzoli.
Qualche giorno dopo, il 19 luglio, inviò la seguente lettera, di cui si trovò la copia diretta a Giovacchino Maglietta, di Marittima in provincia di Lecce:
Caro fratello. La mia lettera non doveva sorprendervi, giacché io non sono che solo, e debbo dipendere dalla volontà di molti, che vogliono fare i moderati. Se vi rammentate la mia chiamata alle armi sin dal 19 maggio fatta a tutti i fratelli d'accorrere a sostenere i martiri di Napoli, avreste riflettuto, che son pronto, prontissimo fin da mesi a schiacciare la testa dell' Idra, ma che cosa volete? Ci è bisogno di grande unione. L'immobilità, l'infamia dei perfidi cercano attraversare i passi dei buoni. Posso assicurarvi intanto, che qui non ai vegeta, ma si opera ancora, mentre con sensi di fraterna amicizia vi abbraccio. Molfetta 19 luglio 18418. Affezionato fratello vero. Giovanni Cozzoli.
Ormai lo scoraggiamento invadeva l'animo di tutti; i patrioti dinanzi alla piega sfavorevole degli avvenimenti disertavano il campo della lotta, timorosi della sovrastante burrasca; la notizia dell'approssimarsi delle truppe regie, che marciavano notte e giorno per arrivare subito a Molfetta e punirla, spense gli ultimi ardori, e pervase di terrore gli animi dei più. Alcuni dei cannoni riportati da Andria furono nascosti in una Casina vicina al Pulo, e altri sei furono piazzati in una taverna esistente nel largo di S. Teresa, ed affidati