Rassegna storica del Risorgimento

BARI ; COZZOLI GIOVANNI
anno <1936>   pagina <897>
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Giovanni Cozzoli Pagina di storia del Risorgimento, ecc. 897
Dopo le truppe borboniche entrarono in città, e parte si accam­parono nel Largo Porticella, parte in baracche di legno costruite dal Comune per tenere riparati i cannoni ed i soldati. La cavalleria fu stanziata nelle rimesse e nelle stalle disponibili, e nella stradetta di proprietà del Seminario.
Il Colonna alloggiò in casa di Giacinto Poli, capo delle Guardie Urbane, e in quella di Giuseppe Sigismondo, noto per i suoi senti­menti reazionari.
La stessa sera il Sindaco convocò il Decurionato, ed esposte le ordinanze del generale, faceva eleggere una commissione per riorga­nizzare la Guardia Nazionale, che doveva essere formata di elementi fedeli al governo.
Si procede al disarmo generale, e per mezzo di banditori furono avvertiti tutti i cittadini di consegnare le armi di cui erano in possesso.
Per quattordici giorni la città fu messa a soqquadro dai soldati e dagli sbirri che numerosi erano piovuti a Molfetta.
Si rovistò nelle case di tutti i capi e gl'indiziari di appartenere alla setta carbonara, ed il bottino raccolto non fu piccolo, per cui si confermò nell'animo del generale e delle autorità borboniche la con­vinzione che a Molfetta era preparata una resistenza non disprezzabile.
Naturalmente la prima casa perquisita fu quella del Cozzoli, dove si rinvenne un grosso cassone contenente centocinquanta mitraglie, formate di appositi pacchi di latta di diverso calibro; sessantanove palle di ferro per cannone, anche di diverso calibro, otto pezzi di ferro per situarvi mitraglie di così dette palle incatenate, tre pezzi di ferro a pistello troncato da servire alla formazione delle mitraglie, e sessan­totto sacchetti di diversa grandezza, pieni di polvere da sparo, da servire a caricare i cannoni.
Fu avvertita una domestica che cercava di uscire inosservata dal palazzo Cavalletti; venne fermata, e si rinvenne indosso a lei un fascio di giornali, tra cui un foglio intitolato E troppo tardi diretto ai generosi abitanti delle Calabrie, ed un'altra stampa diretta agli ani­mosi cittadini della Provincia.
Inoltre nella stessa casa del Cozzoli furono trovati i seguenti documenti:
1 La domanda presentata il 19 giugno dai 113 fratelli com­ponenti le famiglie al fratello presidente da noi su riportata.
2 Il bozzo con cui i fratelli s'impegnavano di correre armati contro il tiranno nel caso che avesse voluto opprimerli.
3 Il foglio su cui erano scrìtti i nomi delle due commissioni per l'arruolamento dei volontari e per la punizione dei ribelli.
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