Rassegna storica del Risorgimento

BARI ; COZZOLI GIOVANNI
anno <1936>   pagina <905>
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Giovanni Cozzoli - Pagine di storia del Risorgimento, ecc. 905
duri anni dell'esilio; ma non era abbattuto d'animo né pentito di quanto aveva fatto per la santa causa del patrio riscatto.
Le anime grandi e generose pugnano per la realizzazione di un sogno, non per procacciarsi favori e ricchezze. Egli, che era tanto apprezzato dai nuovi reggitori della cosa pubblica, che vantava tante pagine di ardimento e di martirio, poteva farsi avanti, sbandierare i suoi meriti patriottici, mostrare i suoi titoli di benemerenza, per ottenere impieghi ed onori, come ne ebbero tanti eroi della sesta gior­nata, e vivere comodamente gli ultimi anni di sua vita.
Invece da vero cavaliere dell'ideale, sdegnoso dei ripieghi e degli intrighi, fiero del suo- glorioso passato, volle lasciare la capitale, e ritirarsi modesto e povero nella città natale, che era stata testimone delle sue gesta, e dove lo chiamavano tanti dolci ricordi.
Il giorno del suo arrivo, una grande folla di popolo si avviò per la strada di Bisceglie per andare incontro al suo martire. Come giunse la carrozza, nella quale veniva con Liborio Romano, vestito da colon­nello dei garibaldini, fu accolto da clamorosi applausi. Ricchi e poveri si accalcarono intorno a lui per esprimergli la loro ammirazione ed il giubilo di vederlo tra loro. Egli ne fu vivamente commosso ed in quell'ora d'ineffabile gioia dimenticò i patimenti sofferti. Quando la carrozza giunse in città, uomini e donne dai balconi e dagli usci delle case gli fecero grandi accoglienze, e l'anima popolare molfettese, che è così pronta agli entusiasmi, così facile ad accendersi per i campioni di un'idea, per gli apostoli di una fede, esplose in una dimostrazione calorosa e indimenticabile. Dalla carrozza furono staccati i cavalli, ed i popolani vollero portare in trionfo il loro eroe, fino alla casa.
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Nemmeno nella sua cara Molfetta egli fece ostentazione dei suoi meriti patriottici, o domandò ricompense ed onori. Visse gli ultimi giorni di sua vita in solitaria ed onorata povertà, dando esempio di magnanimo disinteresse e di rara abnegazione.
Alla sua morte la sua bara fu seguita da immenso stuolo di popolo di ogni grado sociale. Con lui scompariva una delle più eminenti figure della Puglia, perchè per nobiltà di sentimenti, per purezza di ideali, per grandezza d'animo, per spirito di sacrificio poteva paragonarsi ai più insigni patrioti del riscatto nazionale. Se non ebbe elevata cultura, fu dotato da natura di forte talento e di grande energia, se mancò di equilibrio, vantò un carattere dritto ed inflessibile, un animo fiero ed indomito.
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