Rassegna storica del Risorgimento
1915-1917 ; GUERRA 1914-1918
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1936
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L'Italia, gli Alleati e la politica <fó guerra neWOrientu prossimo 923
Bla dal giustificato timore di-forse decisive ripercussioni sull'atteggiamento degli ancor dubbiosi balcanici (Grecia, Bulgaria, Romania). ''
Già Grey rispondendo ai Comuni ad un' interrogazione relativa ad alcune dichiarazioni in merito fatte da Sasonow alla Duma il 9 febbraio aveva bensì affermato la simpatia del Governo inglese per le aspirazioni russe, ma in forma così vaga e dilatoria da suscitare le apprensioni dello stesso anglofilo Sasonow-
Pochi giorni dopo, avendo Iswolski abbordato direttamente la questione con Delcassé, questi, pur favorevole all'assegnazione alla Russia di Costantinopoli stessa, elevava serie obbiezioni di fatto e di principio all'insediamento russo sulla costa asiatica degli Strettì, asserendo che le attuali vedute sulla libertà dei mari escludevano che il possesso di un qualsiasi Stretto passasse nelle mani di una qualsiasi Potenza, qualora quello Stretto avesse un' importanza dal punto di vista dei generali interessi internazionali. Come esempio egli portava il caso di Gibilterra, in cui la Francia non avrebbe in alcun caso consentito che la Gran Bretagna si stabilisse su ambedue le rive, cioè 6Ìa a Gibilterra che a Tangeri .3)
A Londra Grey personalmente favorevole4* ma preoccupato delle eventuali reazioni dell'opinione pubblica si trincerava sia dietro la necessità di interpellare preliminarmente Parigi, sia dietro considerazioni di ordine generale: l'ingrandimento territoriale della Russia avrebbe posto la questione della spartizione dell'intera Turchia, questione che avrebbe risvegliato gli appetiti di molte Potenze. E malgrado l'Inghilterra non avesse aspirazioni territoriali in Asia Minore né in Siria, tranne alcuni punti nella regione della costa
i) Sull'argomento, in generale: A. DE BOSDABI, Delle guerre balcaniche, della grande guerra e di alcuni fatti precedenti ad esse, Mondadori ed., 1928. Solla Romania lo studio di L. CLU> DEA, Italia e Romania nella neutralità, in Studii italieno, I, Bucarest 193-1 (in particolare pp. 99 100); Particelo di A. PTNGAOD, VEntente et la Roumanie en 1915, in Revue dea deux mondes del 1 maggio 1930 (p. 146 e scgg.); il già ricordato articolo di C. J. DIAMANDY sulla Revue dea deux mondes del 1 gennaio 1928, pp. 1-31-2; infine il commento di Adamov in op. cit. Rotatami* nopel und die Meerengen, t, pp. 165-6. Per la Grecia: l'opera di M. CABACCIOIIO, L'intervento della Grecia nella guerra mondiale e l'opera della diplomazia alleata, Roma, Maglione e Strini ed., 1925, pp. 37-38.
2} Vedi op. cit. Konstantinopel und die Mocrengeit, Tt, numeri 38 (p. 116), 40 (p. 118), 41 (pp. 118-9), 44 (p. 121), 49 (pp. 126-7).
3) Telegramma di Iswolski a Sasonow in data 2 marzo (op. cit. Konstantinopel und die Meerengen, U, p. 123-4).
*) Come risalta dai dispacci di Benckondorff (op. cit. Konstantinopel und die Meerengen, II, pp. 124-128) e dalle stesse Memorie di G-KEY (op. cit., p. 475): Personellcment, j'avais le sentiment qii'aprèa tout ce qu'avuit fait la Russie pour la causo commune, Ics risques qu'clle avait court et lea peri.es aubies lora de sn pouaace pour soulager le i'roui Occidental, ce n'Ctait que jastice de lui accorder Paccès de Gonatontinople... i>.