Rassegna storica del Risorgimento
1915-1917 ; GUERRA 1914-1918
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1936
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931
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Ultalia, gli Alleati e la politica di guerra nell'Oriente prossimo 931
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Con quanto precede, abbiamo inteso rettificare alcuni giudìzi degli editori sovietici, giudizi che, partendo da un preconcetto ostile al regime zarista,l) tendono a falsare gravemente la visione complessiva del problema che ci interessa; non vorremmo però con questo rischiar di cadere nell'eccesso opposto, dando una impressione o UZL giudizio troppo favorevoli fosse pure dall'esclusivo punto di vista degli interessi russi dell'ultima politica estera dello zarismo.
Poiché tale politica obbiettivamente considerata fu in realtà viziata e colpevole di un atteggiamento che potremmo definire di miope bona. Atteggiamento che ispirò alla Russia zarista degli ultimi anni una politica di grandiose parole e di pochi fatti; una megalomania consona alle apparenze, non alla fradicia realtà del regime; una gretta intransigenza, una sprezzante incomprensione verso quanti
all'infuori di francesi ed inglesi pur potevano essere e furono fattori essenziali e preziosi alleati in una guerra che la Russia zarista
prima di ogni altra Potenza doveva riconoscere un giorno superiore alle proprie forze.2)
E a questo proposito si può notare come l'ostilità russa all'eventuale affermarsi di una potenza marittima greca e all'insediamento italiano sulle coste dalmate al pari del tentativo di raggiungere in qualche modo la costa palestinese, vadano precisamente collegati all'importanza capitale attribuita da Sasonow all'accordo per gli
1) Curioso notare come critiche e giudizi degli scrittori sovietici ricordati, si muovano sempre sul piano degli interessi nazionali della Russia.
2) Sui sentimenti dominanti e sull'atteggiamento degli uomini di Stato russi verso le cosiddette Potenze minori, vedi, con qualche pittoresca esagerazione. ADAMOV (op. cit. Kon-slantinopel una die Mcerengen, I, p. 161): Per i governanti di Pietrogrado, che si assidevano ad una stessa tavola con gli uomini di Slato londinesi e parigini,... appariva indegno ed assurdo dal punto di vista dell'adottato indirizzo politico da grande Potenza mondiale dividere il mondo.nei futuro Congresso internazionale di Pietrogrado (come già si diceva), con un Paese come T Italia o perfino con la Grecia o con la Bulgaria . Può essere istruttivo e tristemente umoristico insieme notare come verso la stessa epoca (autunno 1914), il conte Berchtold si compiacesse in considerazioni sul medesimo soggetto: meglio Roma, Berlino, l'Aja, o Berna, come sedi della futura conferenza per la Pace? (Revue des deux monda del 1 aprile 1930, art. cit. Les étapes de Videe de pai pendant la guerre, pp. 52526).
Su Sasonow in particolare vedi sulla Reme des deux mondes del 1 agosto 1928 (art. di., p. 529) il pittoresco schizzo di A. PINCAUD sul carattere e la politica di quel ministro: politica nervosa, precipitosa, fertile, attiva, discontinua, spesso sconcertante per gli steBs i alleati, spesso mancante di tatto e di misura, ora allettante ora improvvisamente brutale di fronte alle cosiddette Potenze minori (Italia e Romania in particolare).