Rassegna storica del Risorgimento
1812 ; NAPOLEONE I ; RUSSIA
anno
<
1936
>
pagina
<
934
>
931
Carlo Zaghl
da un villaggio all'altro e i più insignificanti particolari della vita cotidiana, le pagine del Pisani hanno, per questo, un interesse che non può sfuggire ad alcuno, e permettono, in molti punti, di completare la narrazione del Baggi, che spesso sorvola fatti e particolari, mentre al contrario abbonda di notizie storiche e geografiche sulle città e le regioni attraversate (come fa, d'altra parte, anche il nostro), le quali non possono avere che una importanza assai relativa,
* * *
Ai primi d'aprile 1813 il Baggi e il sottotenente Perini abbandonavano Konigsberg, dov'erano stati fatti prigionieri dopo la partenza di Gioacchino Murat, e insieme ad altri ufficiali italiani e stranieri, si dirigevano verso l'interno della Russia.1) Il convoglio, composto di circa 60 ufficiali, era scortato da cosacchi comandati da un ufficiale russo. Si facevano in media 20 miglia al giorno attraverso paesi e popolazioni ostili, che insultavano e maltrattavano i prigionieri, chiamandoli orsi e cani. Costretto ad entrare nell'ospedale di Minsk, dove si trovava anche il Pisani, il Baggi vi rimase tre lunghi mesi tra la vita e la morte soffrendo pene inenarrabili. Ristabilitosi alquanto venne aggregato ad un convoglio di prigionieri italiani diretto verso i confini della Russia. Gli erano compagni gli ufficiali Graziani, Verdi e Pacchioni, della Guardia d'onore, caduti in mano dei Russi nelle battaglie di Lutzen e Bautzen. Si viaggiava ogni giorno. Le tappe non erano lunghe e si pernottava quasi sempre in piccoli villaggi sperduti, in casa di paesani, tutt'altro che ospitali. A volte, per la cattiva condotta dell'ufficiale comandante il distaccamento, il convoglio era obbligato a fermarsi per lunghi giorni in miseri villaggi, e spesso i prigionieri dovettero marciare a piedi, maltrattati e angariati dagli uomini di scorta e dalle popolazioni.
A Gernigow, capitale del governo omonimo, il Baggi conobbe il conte Bartolomeo Panizza, chirurgo dell'Armata italiana, anch'esso prigioniero in attesa
ZAGHI, La campagna di Rustia nei ricordi di un ufficiale ferrarese della Grande Armata, in Rivista di Ferrara, UL, 1935, pp. 74-84, con 17 ili., pp. 329-336, con 10 ili.; In., La difesa di Venezia nel diario inedito del maggiore Filippo Pisani, in Camicia Rossa, 1935, pp. 107-110, 128-131 (in continuass.). Sul Pisani cfr.: F. P., ufficiale d'artiglieria dell'Armata napoleonica di Russia, Ferrara tip. Bresciani, 1883, in 4, pp. 14.1! necrologio, come risulta dal ms. autografo, che ho rintracciato presso gli eredi (che qui mi è grato ringraziare sentitamente), era stato scritto dal nostro Pisani poco prima di morire e completato, per la stampa, dal nipote Alessandro, arciprète di S. Martino (Ferrara), presso il quale il Pisani mori il 13 luglio 1883 in tarda età. Era nato a Ferrara l'il febbraio 1788. Cfr. anche: A. CAMILLOCCT, Ritagli da giorno/ e riviste, Ferrara, Tip. Sociale, 1925, pp. 23-26; G. CANEVAZZI, La scuola militare di Modena, Modena, G. Ferraguti, 1914, voi. I. S) BAGGI, op. oil., I, p. 138 sgg.