Rassegna storica del Risorgimento
1812 ; NAPOLEONE I ; RUSSIA
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1936
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pagina
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935
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In margine alla campagna napoleonica del 1812, ecc. 935
di destinazione, ma trattato con tutti iriguardi. Questa conoscenza gli fu molto preziosa per rimettersi un po' in forze e curarsi una ferita ad un piede che gl'impe-diva di camminare. Alla fine di ottobre il convoglio parti diretto a Tombow. La stagione era avanzata, ma il Baggi era ben coperto e abbastanza rimesso in salute per affrontare i rigori di un clima siberiano. Dopo un mese di viaggio il distaccamento giunse a Tombow, dove il nostro ehbe la fortuna d'incontrare vecchi compagni di guerra, come il capo battaglione Ventura, il capitano Piombini, il tenente marchese Guidotti e il Panizza, che lo aveva preceduto. Ai primi di dicembre si partì di nuovo in islitta attraverso paesi sterili e deserti coperti da un bianco mantello di neve. La stagione era assai rigida. Spesso la slitta si ribaltava. Qualche volta si facevano tappe di 40 verste al giorno, ma si arrivava negli sperduti villaggi con le gambe gelate dal freddo e doloranti. Alloggiavano in piccole case di legno coperte di paglia e dormivano coricati per terra avvolti nelle pellicce.
Più il convoglio s'internava nel cuore del vasto Impero più le popolazioni, presso le quali l'urlo della guerra era giunto fioco, si mostravano mansuete e ospitaliere. Alcuni prigionieri, non coperti sufficientemente e con l'equipaggio sdruscito, avevano perduto varie falangi delle dita dei piedi e camminavano a fatica senza che i compagni potessero soccorrerli in un qualche modo. Il 23 dicembre il convoglio giunse a Karsum, prima città del governo di Simbirsk, dove furono lasciati 20 ufficiali e altrettanti soldati, e, dopo quattro giorni di marcia, a Simbirsk, sulla sponda destra del Volga, luogo scelto per lo smista-mento e la destinazione dei vari prigionieri.
Malamente alloggiati nei sobborghi della città, insultati da coscritti russi, villanamente trattati dal Commissario di polizia e tormentati da un freddo rigidissimo, che aveva persino gelato il fiume, i prigionieri passarono quivi lunghi giorni in attesa di partire per una più. remota località della provincia. H colonnello Olivieri, dei dragoni Napoleone, caduto in mano dei Russi negli ultimi fatti d'arme dopo la battaglia di Lutzen e di Bautzen, aveva ottenuto di restare a Simbirsk insieme al tenente Conti, dei cacciatori della Guardia, al tenente Lange, al capitano Dalpasso, bolognese, e al piemontese Gazzola, capitano del secondo cacciatori a cavallo. Nell'attesa di partire, i prigionieri visitarono la città e le vicinanze e strinsero amicizia con alcune famiglie italiane, quivi stabilite da molti anni, ohe fecero loro una cordiale accoglienza. Erano per la maggior parte lavoratori di stagno e commercianti di formaggio, nativi del lago di Como e non dimentichi della patria lontana.
Ai primi di gennaio 1814 il convoglio abbandonò la città e attraversato il Volga gelato si diresse, costeggiando la sponda sinistra del fiume, verso Staw-ropol, cittadina scelta per la definitiva residenza dei prigionieri, situata sul territorio asiatico, dove giunse dopo sei giorni di marcia. È in questa località che il Baggi, il Graziarti, il Pacchioni, i capitani Giacchetti e Bonfigfiuoli ed