Rassegna storica del Risorgimento
1812 ; NAPOLEONE I ; RUSSIA
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1936
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936 Carlo Zaghi
altri italiani rimasero sino al giorno del loro rimpatrio, bene- accetti dalla cit tadinanza e dalle autorità civili e politiche locali.
Il Pisani, col capitano Giuseppe Tadolini e il tenente Rossi, arrivati a Simbirsk alcuni mesi prima del Baggi, erano atat; confinati a Singlei, sul Volga.
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A Singlei, dove giunse il 23 settembre 1813, il Pisani passò lunghi mesi. La cittadina si componeva di circa 400 case e non offriva ai poveri prigionieri grandi distrazioni. Il Volga gelato, scorrente 11 presso, era l'unico spettacolo che li distoglieva un po' dall'opprimente melanconia. Trattato con cordialità, poteva passeggiare tranquillamente per 21 paese e compiere escursioni anche nei dintorni. Spesso prendeva parte alle feste del paese, frequentando le famiglie più distinte e stringendo rapporti d'amicizia con funzionari e nobili russi Quando le visite non lo distraevano passava il tempo a leggere, a scrivere la storia delle sue peripezie e a studiare i primi elementi della lingua russa, che imparò a sufficienza per farsi intendere. Il Rossi era più espansivo e il Pisani più socievole. Il Tadolini, al contrario, misantropo, chiuso in sé stesso, rimaneva quasi sempre solo in casa inveendo contro i Russi e la grigia vita ch'era costretto a condurre. Gli altri ufficiali prigionieri non si curavano di allacciare relazioni.
Gli Italiani disgustati narra il Pisani nelle sue memorie separati vivevano dai Francesi: l'animosità di questi dimostrata in Simbirsk contro quei disgraziati che, per viver meglio in prigionia, si erano fatti inscrivere come ufficiali, fu la causa che cessar fece tra noi l'unione militate, meritandosi quei Francesi la taccia d'egoisti, capaci di sacrificare ifratelli d'armi per l'ambizione di primeggiare.
Passato in seguito nel governo di Sisran Valine, m casa del barone Arti-mio Okuloff, come istruttore dei figli, quivi soggiornò tre mesi trattato civilmente e benvoluto da tutti, finché a metà giugno 1814, rientrato il Pontefice in Roma, in seguito allo scambio dei prigionieri tra le Potenze belligeranti, ricevette l'ordine di raggiungere i compagni a Simbirsk, per rimpatriare. Il distacco dalla nobile famiglia, che gli aveva reso meno dura la prigionia, fu assai triste.
Nel congedarmi dai conoscenti di quel villaggio scrive il Pisani ebbi la soddisfazione di scorgere quanto quivi io era amato da tutti. Si rallegrarono meco vedendo finalmente appagate le mie brame, e nello stesso tempo erano costernati nel pensare che non ci saremmo più veduti; mi dimostrai sensibile a tonta cordialità. In casa si mise a parte quanto mi era stato destinato, cioè camicie, tovaglioli, serviettes, un sacchetto di farina di frumento, dei biscottini, delle ova e del pone in abbondarne; come pure tè, zucchero, lettiera, chicchera di porcellana, una cozzeruola d'ottone ed anche un cuscino onde non avessi a soffrire tanto la scossa della incomoda vettura.,.