Rassegna storica del Risorgimento
1812 ; NAPOLEONE I ; RUSSIA
anno
<
1936
>
pagina
<
937
>
In margine alla campagna napoleonica del 1812. ecc. 937
Alli 18 giugno tutta la famiglia di buon mattino era alzata per darmi l'ultimo addio e commovente fa la nostra separazione: li ragazzetti colle loro braccia avviticchiati al mìo collo non sapevano distaccarsene; piansero tutti e qualche lagrima spuntò Bugli occhi alla giovane Elisabetta.
Riunitosi a Simbirsk col Rossi e il Tadolini, il Pisani andò con loro a Kar-sum, dove erano concentrati molti altri ufficigli italiani provenienti dalle diverse parti dell'Impero: il colonnello Olivieri, Conti, Gazzola, Dalpasso, Pacchioni, Azai, Verdi, Rovinetti, Monti, Galbiati, Colloja, Giorgi, Mosca, Cadetti, Mandola, Bonfigliuoii, Fenocchio, Giacchetti, Ferrazzini, Rivera, Del Sarto, Bellini, Bucci, Graziani, Moretti, Gervasoni, Maccari, Cortinovis, Quarti, Fantini, Roveri, Cantoni, Masetti, ecc. Fin dal 20 giugno era giunto a Karsum anche Francesco Baggi, che aveva dovuto abbandonare Stawropol, quantunque ancora sofferente da una grave ricaduta, che l'aveva costretto al letto. Nell'attesa dell'ufficiale conduttore del convoglio, che doveva giungere da Simbirsk, i prigionieri furono costretti a passare molti giorni a Karsum, trascorrendo il tempo in feste e in baldorie.
In casa degli amici Tadolini e Pisani narra il Baggi }) si radunavano molte persone. Un soldato italiano aveva fatto dei burattini ad uso d'Italia, ed in una grange, dov'era un gab-biotto espressamente a questo uso lavorato, si facevano recitare ai fantoccini commedie, che non solo attiravano gli ufficiali ed i soldati del convoglio, ma anche molte persone del paese, che però non intendevano una sola parola e che ridevano quando vedevano che noi ridevamo. Alle commedie vi si aggiunse l'intermezzo del canto di Baggi e di Pacchioni, di modo che il divertimento piaceva anche di più, ed il Gradnitz e vari signori della citta v'intervennero più volte*
H 17 luglio 0 convoglio potè finalmente abbandonare la città.
Il distaccamento che imprendeva la marcia per sortire dalla Russia scrive il Pisani componevasi di un colonnello, di SO ufficiali e di 166 soldati. Alli 17 luglio erano stati assegnati 66 carrettini, cioè uno a due cavalli per il colonnello, 50 ad un cavallo per gli ufficiali e 14 per l'equipaggio de* soldati e per quelli fra loro che non potevano camminare. Le altre due a due cavalli servivano per l'ufficiale russo e per la scorta. Al buon ordine del nostro convoglio in questa lunga marcia, fu stabilito fra noi di formare tante squadre di soldati e di ufficiali coi rispettivi capi. Di dieci individui fu composta ogni squadra d'ufficiali: quello di grado maggiore od il più. anziano come capo, aveva l'incarico di ritirare ogni giorno dieci piccole vetture ad un cavallo, oppure cinque a due cavalli. Cosi ognuna delle squadre de* soldati, composta di dodici individui, veniva provveduta di una vettura. Numerate le squadre degli ufficiali, la prima cominciò a viaggiare mettendosi alla testa, dovendo poi nel susseguente giorno passare alla
l) BAGGI, OD. eiU, I, p. 208. Nel ricordare il Pisani e i suoi due amici, il Baggi esa~ cera scrivendo che i tre ufficiali erano Btati fermi da due anni in un paese chiamato Sen-(dlei (p. 207). Il soggiorno in questo villaggio russo si prolungò soltanto dal settembre 1813 al maggio 1814 per il Tadolini e il Rossi, e meno ancora per il Pisani, che subito dopo era andato a stabilirsi a Valincin, presso il barone Okuloff.
18