Rassegna storica del Risorgimento
1812 ; NAPOLEONE I ; RUSSIA
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1936
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938 Carlo Zaghi
coda, e così successivamente per torno. I soldati a piedi partir dovevano di buon mattino; gli ufficiali dopo dne are, per raggiungerli di trotto. Per me, Bossi e Tadolini serviva la vettura acquistata a Karaum: uno sedava davanti con il paesano che guidava e dentro giacevasi corno* damente in due sulla paglia, collocandovi anche le valigie contenenti l'equipaggio. Avendo noi diritto a tre cavalli, due s'attaccavano alla vettura ed il terzo conduceva il carrettino dello provvigioni e delle minute cose affidate a Clavena, sergente de* Veliti, che formava porte ancora della nostra piccola famiglia.
L'ufficiale della scorta russa era un vecchio ubriacone* Sin dal primo giorno aveva approfittato del nolo che era fissato per versta ad ogni cavallo defraudando i poveri paesani, che erano obbligati a somministrarli. Tentò di levarci la metà delle vetture nel secondo giorno, leggendoci a modo suo l'ordine del governatore di Simbirsk; ma. fu costretto ad attenersi alla prescrizione da me riscontrata e letta con sua vergogna minacciandone di farne pronto ricorso.
Così, attraverso provincie, città e villaggi, i prigionieri lentamente si diressero verso i confini della Russia. Angariati dai paesani e dagli uomini di scorta, che approfittavano di tutti i pretesti e di tutte le occasioni per derubarli, furono costretti a rivolgersi al governatore di Tombow, che ammoni i cosacchi e l'ufficiale russo di rispettare i prigionieri. Non per questo le sevizie e i maltrattamenti cessarono. A Lipecz i prigionieri festeggiarono l'onomastico di Napoleone, nonostante le brutte notizie che correvano sul di lui conto alle quali essi, sempre fedeli al loro Imperatore, s'ostinavano a non credere...
Si fece un bel pranzo scrive il Baggi ed in parte servì a questo certa borsa, che si era impinguata col giuoco del tresette, che si faceva nel nostro viaggio, e che si teneva in riserva per il bisogno. Si credette di dover servirsene in questa occasione, aggiungendosi però da ciascun ufficiale Qualche rublo. Il colonnello Olivieri fu pure della partita. Si bevettero molte bottiglie di vino, facendo molti evviva a Napoleone il gronde, ed i Russi, che ci scortavano, univano i loro ai nostri evviva. Si contò si suonò e si ballò tutto il giorno, e la notte fu passata in allegria.1)
È in questa città che i prigionieri incontrarono un?: ufficiale italiano al servizio della Russia.
I bagni sono a profitto del pubblico erario - scrive il Pisani e vi si mantiene un ispettore: quello d'allora chiamavasi Gasarmi ed era nn colonnello della Guardia russa imperiale, uomo di mezza età, di tratto cortese, il quale mi fece buona accoglienza e mi accompagnò a veder quei locali* Parlava benissimo la lingua italiana e francese, mostrando piacere di tratte nersi con me e con altri miei compagni. Ci confermò sulla sua parola d'onore che la pace era conchiusa e che Napoleone aveva abdicato al trono, ritirandosi all'isola d'Elba.Non volevamo persuadercene mentre di troppa amarezza ci era un tale convincimento: anche una signora tartara, d'affabili maniere, aggiunta aveva la sua assicurazione in parola da tartara, come più de* Russi meritevole di fede. Ma siccome tali notizie dipendevano da relazioni portate dai
-) BAGGI, p. cit., I, p. 218.