Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; FRANCIA ; PIO IX
anno <1936>   pagina <954>
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Ersilio Michel
Segreterìa di Stato della trasmissione di quel documento. Intorno alla udienza pontificia, che ebbe forse luogo il 5 o il 7 gennaio, così scriveva lo stesso diplo­matico al Ministro degli Esteri:
(Gacte, 8 janvier 1849).
J'ai éprouvé quclqn'hésitation pour me conformer aux instructions reufcnnées dans votre dernière dépèche, lcsqucllcs portaient de ne remettre la lettre de Monsieur le PrCsident de la Républiquc au Souverain Pontile que s'il persìstaìt dans scs intentions de venir en Frante. Son intcntion, à cet égard, il ne l'a jamais désavoué, il in'a répéte encore dernièrement qu'il avait donnée sa parole et que sa parole était sacre*, et je ne dente pas mèmt qu'il ne répondc également dans ce scns à Monsieur le Président de la Républiquc. Mais le point sur lcquel je ne m'cntends pas ausai bien avec le Sonverain Pontile, c'est sur l'epoque de son départ ; je voudiais qu'il fnt fixé et procbain, tandis qu'au contraire il trouve toujours dcs motifs pour le retarder... Dans cette incertitudc, j'ai era mon devoir remettre la lettre qui m'était confiée, ansai bien on savait à l'avance, par le Nonce, que j'en étais porteur et j'aurais en assez mau-vaise gràce à la réfuser ou à m'en servir comme moyen de négociation.
Le Pape a lu cette lettre devant moi et m'en a pam fori sat isfait. Ce n'est pas, au surplus,
ebez le Saint Pére que ce projet de visite en France rencontre le plus d'obstacles, mais bien
de la part de son entourage qui ne peut manquer d'exercer une assez grande influence. Le plus
grand nonibre est obscurantiste et autrichien et se montre plus à découvert depuis les succès
fon la haute Italie; on y parie beaucoup de l'arrivée proebaine a Gacte d'un plénipotentiaire
autrichien...3)
(D'HARCODHT).
Certo non si può mettere in dubbio che Pio IX non sfuggisse allora alla influenza del partito reazionario e nemmeno che nutrisse molta simpatia per il regime democratico repubblicano esistente in Francia e per la persona del Presidente; ma come Sommo Pontefice egli aveva tutto l'interesse di non get­tarsi nelle braccia di una sola potenza, e di invocare, invece, il concorso di tutti gli Stati cattolici di Europa per la restaurazione del suo potere temporale. D'altra parte, bisogna convenirne, la Francia sino allora si era limitata a dar buone parole, a offrire a Pio IX un asilo sul territorio nazionale; ma non si era dichiarata apertamente e decisamente di voler agire con le armi per abbat­tere il governo rivoluzionario e per ricondurre il papa a Roma. Lo stesso nunzio mons. Garibaldi, che in un primo momento si era dimostrato propenso a una visita di Pio LX in Francia, ne vedeva poi i rischi e i pericoli, di fronte alle incertezze e alle tergiversazioni del governo repubblicano. Così infatti scriveva l'8 gennaio
al cardinale Antonelli:
(Parigi, 8 gennaio 1849).
Sebbene io mi trovi di avere già scritto nel senso d'invitare il S. P. nel territorio della Repubblica Francese, pure il vedere ora certa esitanza a prendere una decisa determinazione di abbracciare francamente l'impresa di ricondurlo nei suoi Stati mi fa esitare di insistere di nuovo sullo stesso argomento almeno fino che non veggasi con chiarezza scomparire le presenti
I) AEP. .Rome, voi. 989, fi*. 12-H.