Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; FRANCIA ; PIO IX
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1936
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Ersilio Michel
Si verrebbe in tal caso al flùCCors.0 bramato ? vi i verrebbe generosamente o nel modo indicalo ot signor ubate Rosmini ?! Non sarebbe egli a temerò che una volta venuto in Francia, gli si dicesse che se- si accettano queste condizioni, si agisce; altrimenti non si può ? Se si .è osato proporle, stando lontano dalla Francia, non sarebbe a più. forte ragione a temersi che si proponessero, essendo nelle loro mani? Ln prudenza dell*. V. Rtv.uia e il profondo giudizio del S. F. sapranno decidere quel peso debba doni a tale osservazione. Conchiudo però che il desi* derio del [Governo sarebbe cheli S. P. abbandonasse Gaeta e si recasse in Francie.
In quanto al corpo diplomatico qui accreditato posso fin da ora assicurare l'È. V. Rcv.ma che tranne il sig. Ambasciatore d'Inghilterra che amerebbe vedere il S. P. fuori del Regno di Napoli, J) gli altri tutta almeno delle principali Potenze sarebbero ben contenti di vederlo rimanere in Gaeta, fino che le cose o siano totalmente ristabilite, o siano almeno prossime al loro ristabilimento.
(mons. GARIBALDI).
Sono noti gli avvenimenti successivi. Non solo la Francia, ma anche l'Austria, la Spagna, i Borboni di Napoli concorsero a ristabilire l'autorità tempo* rale di Fio IX negli antichi Stati della Chiesa. Certo la Repubblica francese vi ebbe parte preponderante, inviando numerose e imponenti forze militari e abbattendo in Roma il governo sorto dalla rivoluzione e capeggiato dal Mazzini. Nel dicembre 1848, di fronte alle ripetute istanze francesi, Pio IX aveva promesso che solo quando le Potenze cattoliche avessero provveduto alla restaurazione del suo governo temporale, egli avrebbe fatto una visita alla Francia, prima di far ritorno nella sua capitale. Ma nell'aprile 1850, quando egli partì definitivamente da Gaeta alla volta di Roma, nessuno, per quanto almeno ci è dato sapere, si ricordò di quella promessa. Né reca maraviglia. Pure essendo trascorso un assai breve periodo di tempo, le circostanze politiche erano profondamente mutate: da un lato, dopo diciassette mesi di esilio, Pio IX non volle frapporre altro più lungo indugio per far ritorno nella capitale del suo Stato che era anche quella della Chiesa cattolica; dall'altro, il Governo francese, impersonato nel Bonaparte, si era ormai assicurato, con la spedizione armata contro la Repubblica Romana, l'appoggio dei cattolici e dei conservatori e nessun vantaggio pohtico poteva più ripromettersi dalla
venuta del Papa sul territorio: nazionale. 2J
ERSILIO MICHEL
'*) Intorno alla politica inglese che già primo si.era mostrata avversa alla vagheggiata spedizione francese in Roma e anche alla venuta del papa a Marsiglia, cfr. DE GuiGHRtr, Lea gratules questiona européenhes et la diplomati-dm puissaiicèssous la Seconda Répuhlìque fruncaise, Paris, V. Attinger, 1925, pp. 212-213.
8) In ADM. loco cit., tra altri documenti concernenti la persona di Pio IX, se ne trova uno che tratta di un preteso progetto di assassinio del Papa, proprio nel momento del suo ritorno in Romn dall'esilio di Gaeta. È un telegramma che P8 aprile 1850, il Prefetto delle Bocche del Rodano indirizzava al Ministero degli Affari Esteri: Marsiglia 8 oprile 1850, ore 4,30: Je transmets au general Paraguay d'Hifliers par le vapeur le Montar qui part domain 9 pour Home, la dépéche annoncont que la femmo Quiotche est signalée comme devant nttenter a la vie da Pape à so rentrée à Rome et qu'èllc doit étre Hurvcillcc avee le plus grand soin ainsi que les transtevcrins .