Rassegna storica del Risorgimento

DOGALI
anno <1936>   pagina <957>
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LA BATTAGLIA DI DOGALI NELLA NARRAZIONE DELL'UNICO UFFICIALE SUPERSTITE
L ancora vibrante l'eco della storica notte nella quale il popolo italiano adunato sulle piazze, col rinnovato giuramento al Duce, consacrava la fonda* adone del suo nuovo grande Impero africano e già tutte le forze del Paese, senza preoccuparsi delle chiacchiere ginevrine, si accingono alla romana impresa di colonizzazione.
Ed è in questo clima di passione fervente che dal cielo degli Eroi tornano coloro, che nel grigiore di una politica imbelle, hanno per primi affermato col sangue i diritti di Roma sui lidi di Africa.
Erano i tempi nei quali l'Italia sospinta dalla legge storica dell'Europa all'impresa africana senza comprenderne né il carattere né volerne la gran­dezza, aveva d'uopo che un drappello de' suoi soldati, trasformandosi in eroi, le provasse che nelle vene del suo popolo ferveva ancora il sangue latino e che la rivoluzione, per la quale era rinata e dalla quale aveva rifuggito, prose-guiva nell'impresa d'Africa, sospingendola col proprio soffio. ')
L'Italia visse così la sua prima giornata africana a Dogali dove l'eroismo non aveva uguale e non poteva averlo come inizio di epoca nuova . *)
Nella tragica solennità di quella giornata non bastava morire, poiché la morte era inevitabile, ma bisognava morire colla impassibilità di un orgoglio nel quale la morte non è più una sconfitta . i) Fu così che a lotta finita tutti giacevano in ordine come fossero allineati .1)
Due lettere del capitano di artiglieria Carlo Michelini di San Martino unico ufficiale superstite 2' fanno rivivere quelle ore di gloria e ci ricordano come fin d'allora oltr'Alpe si negassero i nostri diritti di espansione coloniale, luminosamente consacrati dalla nostra civiltà millenaria, e si cercasse, con insi­nuazioni calunniose, oscurale l'eroismo del soldato d'Italia.
1) A. OHIÀOT, Fino a Dogali.
2) In una corrispondenza da Massaua alla Tribuna in data 14 marzo 1887 si legge:
a II capitano Michelini, unico ufficiale superstite, deve la vita all'aver perduto il cappello durante il combattimento e al nflUi.evè* avuto distintivi ralla giacchetta;, per cui credutolo .un soldato semplice, non attirò rateazione degli Abissini che diversamente lo avrebbero finito come gli altri graduati a colpi di lancia.
n Egli ha una ferita a un dito, una in una coscia, una al fianco sinistro, tutte di palla. Quella al fianco, che è la più grave, interessa il polmone.
Cominciava a star benino, quando l'altro giorno ha fatto una grave ricaduta. Oggi però l'ho veduto e stava alquanto meglio. Designato a tornare in Italia, ha chiesto di rimanere qna per trovarsi di nuovo di fronte agli Abissini.
H Michelini restò in Africa fino al 1897 partecipando, alle varie azioni di guerra. Fu decorato dell'Ordine Militare di Sftyoiu.