Rassegna storica del Risorgimento
DOGALI
anno
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1936
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pagina
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963
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La battaglia di Dogali nella narrazione dell'unico ufficiale superstite 963
fortunato) ai faceva il aegno della croce prima di eseguire l'ordine, e poi risolutamente scartava i morti e ripigliava il fuoco, come rassegnato.
Li avrei baciati ad uno ad imo. Ed a provare ciò che scrivo, più che la mia parola poa-sono servire questi fatti: li accenno ad onore dei nostri poveri morti.
Accanto a me, che tiravo sedato, giaceva un ferito, era Ini che mi dava le cartnecie brancolando per trovarne nelle giberne dei vicini caduti; era lui che mi avvertiva talvolta del nemico difronte pia esposto, rallegrandosi se lo vedeva cadere, rammaricandosi se il colpo falliva.
E rammento i suoi; Più alto, signor capitano, più. a destra ... pronunciati con una fioca voce di morente.
A un punto ci passò da presso il De Gristoforis, calmo, sereno: una figura di eroe ohe mi. si è fissata nel cuore, e che non potrò più scordare.
Peccato che non abbia i suoi cannoni Midtelin disse Ini, chiamandomi col nomignolo dei giorni lieti.
Ed io, di rimando, non so perchè, in una grande commozione, certo dell'ora grave che incombeva, gridai: Viva l'Italia, Viva il Re ! forte dna volte. Quelli che mi adirono ripetettero il grido, ed è perciò che cito il fatto, soltanto ad onorare costoro, che forse in parte non sono più e. che non si possono difendere dalle ingiurie.
Ad assicurarsi di tenere in mano la troppa, come si dice, il De Cristoforis di tanto in tanto faceva suonare il cessate il foc. Io rammento che ai noti squilli di tromba seguirono sempre immediati silenzi, e poi, a poco a poco, pochi colpi isolati e mano a mano più nutrita la fucilata com'era prima.
Rammento, quando il nemico ci fu addosso, d'aver veduto alcuni feriti nostri, presi a lor volta da una pazza furia, lanciargli contro le armi e sassi e quello che veniva loro alle mani...
E rimasero tutti dove avevano combattuto, non uno più addietro, o colle spalle al nemico.
Ed è prova del valore del nostro nome la domanda che fecero poi molti abissini: Il soldato italiano quando combatte è legato, come il camello, per una gamba ad una pietra ?
Ed è prova la ritirata del ras fino all'Asinara, senza osare di rinnovare l'attacco di Saati, benché vittorioso, benché sapesse che a Massaua non erano grandi forze... Tanto l'aveva impressionato la nostra difesa !
Ed altre prove potrei citare, se a questo punto non le ritenesse superflue, per confondere ehi non ha la religione dei morti sui campi di battaglia e per partito preso li offende.
Io ti rimando il brano di prosa scempia che ti ha fatto fremere; te lo rimando senza rileggerlo, ora che ho rievocato onesti ricordi, perchè non contamini la purissima gloria nostra una parola d'indignazione, perchè serenamente salga al cielo dei forti il mio saluto ai forti cadati attorno a me.
Credimi sempre Tuo aff.mo Michelini
P. S. Ho fatto il conto delle forze a Dogali, e mi risultò 24 ufficiali, compreso un capitano e un tenente medico, e 475 uomini di truppa.
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Nell'alba radiosa dell'Impero Mussoliniano scompaiono tatti gli errori della nostra immaturità politica di quei lontani giorni, mentre ingigantisce, nella folgorante luce di gloria, l'eroismo di coloro che ieri, come oggi, tutto donarono per assicurare alla Patria '< il suo grande posto nel mondo .
. MÌCHELINI DI SAN MASTINO
Deputato al Parlamento