Rassegna storica del Risorgimento
MADDALENA (ISOLA DELLA)
anno
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1936
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pagina
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966
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966 Appuntì, notizie e varietà
era possibile con quel credito così cospicuo e rilevante) tacitare ancora una volta i cruentissimi debiti di guerra internazionali > e ricorda anche lo storico messaggio a di Abramo Lincoln pubblicato in altri tempi dalia Rassegna e variamente apprezzato dagli studiosi.
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A PROPOSITO DELLA DIFESA DE LA MADDALENA--Riceviamo e pubblichiamo: On. Direzione,
Ho letto con ritardo la nota del sig. Alberto Pezza, a proposito della mia relazione su La Vittoria de La Maddalena e, per cause indipendenti dal mio buon volere, non ho potuto rispondere immediatamente. Chiedo quindi venia del ritardo con cui mi acciuga a soddisfare le richieste del Pezza.
La versione data dal com. Garelli, nella Rivista Marittima del 1898 e nella pubblicazione L'Isola de La Maddalena (da p. 105 a p. 162) licenziata alle stampe nel 1907, appartiene precisamente alla categoria delle versioni non obbiettive perche, contrariamente alla premessa di' lasciare parlare solo i documenti da lui esibiti, si dilunga a fare apprezzamenti fantasiosi; peggio: arbitrari e ingenerosi nei riguardi dei comandanti Sardi, nell'intento di dimostrare che il merito della vittoria del 1793 spetta esclusivamente al comandante de Costantin.
Preciso intanto all'A. della nota che:
1) IZ rapporto de Costantin presentato dal com. Garelli non è lo stesso di quello presentato nella mia relazione, ma bensì la riproduzione di un manoscritto ritrovato in un pacco di carte non inventariate dell'Archivio di Stato di Torino, datato dal 1 marzo e indirizzato al Governatore di Sassari; mentre ausilo da me riportato testualmente dalla Gazzetta di Torino e datato dal 28 febbraio è indirizzato al Viceré. È quindi questo il rapporto ufficiale. Il Garelli lo vide, ma per non tediare il lettore ne riportò solo l'ultima porte (quella per la proposta alle ricompense). E non sappiamo perchè abbia preferito il primo, tanto meno conciso ed efficace da non sembrare dello stesso pugno, al secondo, che in ordine cronologico è invece il primo. Ma, ad ogni modo la sostanza dei due rapporti è press'a poco identica.
2) Nella pubblicazione del Garelli sono elencate le ricompense conferite ai comandanti, ufficiali, sottufficiali e soldati citati dal de Costantini nella mia sono riportate le motivazioni sovrane, in ordine di data (la quale cosa serve a chiarire molti punti che il Garelli contraddice), riguardanti i comandanti e la Medaglia d'Oro Millelire, cioè i principali artefici della vittoria.
3) Che la lettera scritta dal sindaco do La Maddalena, nob. Nicolò Susini, nel 1858, dietro richiesta del La Mormora, non abbia valore lo dice U Garelli (od il Sezza non fa che ripetere testualmente le sue paróle) perchè? Assai apologetica per i difensori de La Maddalena, non va d'accordo con la relazione del cavaliere de Costantin cui assegna una parte .secondaria, esaltando invece l'opera del comandante Riccio . Nella mia relazione è dimostrato che la lettera del Susini va benissimo d'accordo col rapporto de Costantin, nonostante scrivesse a tanta distanza di tempo e senza avere conoscenza di detto rapporto, per le ragioni che ho esposto, perchè le sue affermazioni nei riguardi del Riccio sono documentate dalle lettere die questi inviò al Viceré durante il periodo dei preparativi francesi (lettere che io ho riportate e, che il Garelli ignorò, o volle ignorare). E fa spedi che egli, venuto in Sardegna per breve tempo, si sia avventurato così inconsideratamente a smentire la parola di quegli ch'era stato il primo cittadino de La Maddalena, appartenente per giunta ad una delle più antiche famiglie del luogo, quale era quella dei Susini-Caglialo, famiglia che aveva dato grandi figure di patrioti (basterebbe da sola quella di Giov. Battista CogUolo, il leggendario Maggiore Leggero) amici carissimi tutti di Garibaldi e ricostruiva le tre giornate del '93 sulla scorta di documenti (die dobbiamo credere avesse consultati da momenti che lo dice, mentre il Garelli si sente autorizzato a metterlo in dubbio perchè non li esibisce, senza considerare che poteva trattarsi di lettere private o, comunque documenti custoditi dalla sua od altra famiglia mad-dalcnina, non voluti esibire per tùi delicato proposito die il Garelli si ostinò a non apprezzare) tedi schiarimenti presi tra le persone più annose del tempo . (Tra le quali commenta incredulo il Garelli non figurava pio alcun superstite del 1793, a quanto pare). E anche questa è una opinione sua personale, perche nel 1858 c'erano a La Maddalena dei settuagenaricome ve ne sono oggi! Si consideri infatti che il Comandante de Costantin il quale doveva contare almeno