Rassegna storica del Risorgimento

anno <1936>   pagina <971>
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Appunti, notizie e varietà 971
Cosi fa quando assegna al Fanfidla (non più dirotto dall'Avanzini come erroneamente è detto a p. 85) l'appellativo di nonna che al giornale, confermo, non fu dato mai* Anzi era stato proprio dal FanfuUa che, a Firenze, 6. A. Cesana (che il Qnilici confonde a pag. 445 con Luigi Cesana) aveva dato l'appellativo poi rimasto alla vecchia consorella.
Cosi fa quando por tre volte, nel testo, attribuisce erroneamente all'on. Comandini (che frattanto, tremendo bisticcio, ha battezzato a p. 41 per deputato di Estrema sinistra) la qualifica di direttore del Corriere della Sera (giornale notoriamente di Destra) mentre nella nota a p. 115 esattamente dice che il giornale fu fino al 1898 diretto dal Torelli-Viollier.
Egli allora dovrebbe avere la bontà di spiegare ogni volta ai lettori qual'è la notizia esatta e quale la inesatta, si potrebbe usare, amo* di esempio un carattere tipografico diverso I
E potrei continuare, citando una numerosa quantità di altri svarioni ed anacronismi, >li cui non feci cenno nella recensione, ma che son pronto a comunicare all'autore, perchè li cor­regga quali la lunga barba nera assegnata, per amor di brio, al Fon. Fortis; ma mi limito a pigliare atto che a molti miei rilievi il Qnilici non risponde e quindi li accetta (tra cui la popolazione della Capitale, la confusione tra i due Calenda, il brillante episodio di Starabba e Barabba* l'invenzione di un mai esistito deputato Merlacco, gli anacronistici ed erronei riferimenti agli atteggiamenti di uomini politici del tempo quali il Blanc, il Plebano, il Gavazzi, ecc..).
Ho tuttavia il preciso dovere di rispondere all'appunto che egli vorrebbe ritorcere contro di me circa la confusione fatta tra Grimaldi e Lacava, quale presunto o sospettato proponente della nomina di Tanlongo a senatore.
In fatto sta che il Ministero Giolitti si costituì il 15 maggio 1892 con il Lacava quale mini­stro di Agricoltura; vi entrò il 7 luglio il Grimaldi quale ministro del Tesoro, e l'uno e l'altro erano in carica quando avvenivano i latti di cui il Qnilici si occupa. A p. 66 del suo volume si legge:
L'on. Giolitti aveva affermato replicatamele (l'espressione è troppo recisa ma il fatto è esatto) che la nomina a senatore di B. Tanlongo era stata proposta dal ministro dell'Agricoltura incarica (cioè fl ministro del ramo, avendo allora come è noto il Ministero di Agricoltura e Com­mercio la vigilanza sulle banche di emissione e le Camere di commercio e di quella di Roma era presidente il Tanlongo). Ma subito il Qnilici erroneamente soggiunge: Aveva, cioè, esplicita­mente accennato al Grimaldi. E più oltre a p. 613 Giolitti ancora una volta si contraddice rispetto alle dichiarazioni fatte precedentemente alla Camera, dove ha sostenuto che la proposta venne dal Ministero dell* Agricoltura. Ora sa che Grimaldi lo ha smentito o per lo meno teme che lo smentisca; non dice più che fu presentata una lista nella quale figurava il Tanlongo, come Presidente della Camera di Commercio di Roma dietro suggerimento del ministro di Agricoltura; ammette di averlo egli stesso proposto.
Ex ore tuo te indico. Non voglio metterci niente di mio: è il Qnilici che dice e ripete che l'allusione replicatamente era stata diretta al ministro dell'Agricoltura, che egli mostra troppo chiaramente di ritenere fosse il Grimaldi, mentre invece, ho fatto notare io, il ministro dell'Agri­coltura era il Lacava. Non sono io ma è lui, che confonde, dandone una riprova a p. 77 dove leggiamo: Il funzionario G. Biagini era a sua disposizione: poteva essere interrogato o da lui (Giolitti) direttamente o dal ministro del Tesoro Lacava, cioè secondo il Qnilici dal ministro da cui il Biagini, funzionario del Tesoro, dipendeva. D ministro del Tesoro era invece il Grimaldi. Il Qnilici scambia per suo conto i portafogli. Occorre che si metta d'accordo con se stesso: l'allusione di Giolitti era stata diretta a Grimaldi o al ministro di Agricoltura, visto che non trattavasi della stessa persona ?
Io, avendo Ietto i resoconti parlamentari ed i giornali del tempo, credevo di saperlo. .Chi volesse apprenderlo dalla lettura del volume in esame non vi riuscirebbe sicuramente.
Da una pubblicazione che per la prefazione con cui si apre, per le ricerche ponderose fatte ncW Archìvio del Regno si annunziava come un lavoro condotto su una rigorosa fedeltà ai documenti c'era, a mìo avviso, da attendersi qualche cosa di diverso e di meglio. Il Quilici mi domanda Ùnnicamente che cosa è VArchivio del Regno, e si compiace, per ben altre cinque volte, di sotto­lineare le parole e farle seguire da punti ammirativi, dei quali evidentemente ha la privativa, perchè si duole che io Li abbia usati a mia volta. GII risponderò che la nomenclatura esatta ed ufficiale è proprio quella usata da me: l'Archivio del Regno è quello in cui si conservano gli atti posteriori alla unificazione d'Italia che non siano di carattere strettamente provinciale, è proprio