Rassegna storica del Risorgimento

anno <1936>   pagina <974>
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Libri e periodici
La lunga marcia avvolgente dal Bobr alla Vistola, die doveva finite nclln pianura di Eylim, venne condotta mirubi I mente dal Bennigsen a si svolse per un certo tempo, all' insaputa dei Francesi, fin quasi a minacciarli seriamente a rendere disperata la situazione di Ney e di Ber' nadotte, che dovettero ritirarsi intatti su di una linea quasi parallela. Mancatogli però l'impulso e 1 iniziativa, il generalissimo, pur trovandosi in posizioni immensamente pio. favorevoli, non ardi dar battaglia offensiva, preferendo ritirarsi nuovamente e dando in tal modo a Napoleone la possibilità di riunire le forze disperse e di prendere la controffensiva su tatto il fronte.
Sulle fasi della giornata di PreussischEylau il Pallio s'intrattiene a lungo con una sicu­rezza tecnica e un senso critico sempre vigili e presenti, insistendo particolarmente sui punti più controversi: come la grande carica di cavalleria guidata da Murat e l'attacco avvolgente di Davont; l'arrivo di l'Estocq sul campo di battaglia con le truppe prussiane intatte, sfuggendo alla morsa avversaria; il ritardo di Ney e il mancato arrivo di Bernadotte. Soltanto le buone disposizioni del Bennigsen, il valore ostinato e la meravigliosa fibra guerriera dei Russi seppero evitare una sconfitta. Ma pochi mesi dopo la tattica guerriera di Napoleone e la preparazione morale che seppe realizzare su truppe provate da immense fatiche e privazioni, da terribili perdite, da sconforto derivante da Bemivittoric e da parziali rovesci, dovevano condurre i Francesi a Friedland, dove l'esercito russo fu completamente disfatto, e alla pace di Tilsit. Napoleone è all'apogeo della gloria.
CARLO ZAGHI
CLAUDIO LntAxi, Memorie Parmensi per la Storia del Risorgimento', Volume quarto, Parma, Tipo­grafia già Cooperativa, 1935-XIII, pp. VHI-356. L. 20.
La R. Deputazione Parmense di Storia Patria continua con questo suo quarto volume la serie degli studi iniziati nel 1915, e consacra questo volume medesimo alla illustrazione di una singolare figura di patriota, di artista e di studioso, e cioè il conte Carlo Linati (1790-1832).
U volume, abbellito da dodici illustrazioni fuori testo, si compone di una serie di studi il primo dei quali, dovuto a Mario Battistini, tratta efficacemente ed esaurientemente della attività artistica e letteraria del Linati nel breve periodo (18271830) in cui egli, reduce dal Messico dove aveva dimorato dal 1824 al 1827, si fermò nel Belgio. Quivi il conte Linati acqui­stò particolare considerazione per le sue pubblicazioni, e cioè per le sue magnifiche tavole a colori che gli acquistarono la fama di rivelatore brillante e veridico del paese americano da cui pro­veniva e dal quale, per le sue benemerenze, aveva avuto il conferimento della cittadinanza onoraria.
Allo studio del Battistini segue, a Cara di Giuseppe Micheli, una raccolta di lettere del Linati, distinte a gruppi, nel modo seguente: dieci dirette a Vincenzo Mistrali miniatro di Maria Luigia, tredici a Giuseppe Cadérmi magistrato illustre, una a Pietro Galloni maire di Parma, tredici ad Antonio Panizzi, una ad Enrico Misley, una al dottor Prospero Pirondi. medico e patriota di Reggio, e una a Giuseppe Linati, padre di Claudio.
Giustamente il Micheli, accompagnando questa pubblicazione con una interessante intro­duzione illustrativa, nota che queste lettere hanno una capitale importanza biografica e testi­moniano delle ansie, delle amarezze e delle delusioni del grande esule, comunicando anche al nostro animo un'intensa commozione.
Dopo il Micheli, tratta dell'attività del conte Linati come patriota e carbonaro, nel periodo' che va dal 1790 al 1832, Teodosio Marchi. Lo studioso illustra l'argomento con un'ampiezza e con una convinzione che danno al suo dire un tono di conferenza, atta appunto a presentare all'ammirazione degli italiani la figura del patriota Linati non abbastanza conosciuta e valutata.
Da parte sua un altro studioso, e cioè Alessandro Galante Garrone, in un suo scritto breve ed attento, precisa i rapporti di Claudio Linati con le Società Segrete nei due distinti periodi 1819-1821 e 1821-1831.
Di Claudio Linati giornalista nel Messico, tratta a sua volta Arnaldo Barilli che mette in piena evidenza la sorprendente attività dello scrittore; mentre delle suo poesie e delle poesie di Gabriele Rossetti ci dà un misurato saggio con opportune considerazioni e paralleli il sopra ricordato Alessandro Galante Garrone.