Rassegna storica del Risorgimento
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1936
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978
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Libri B periodici
possiamo seguire l'evoluzione del pensiero politico italiano dall'epoca napoleonica fino alla metà del secolo XIX.
Irrequieta, incostante, sregolata fu la vita di Orazio De Attcllis, che non Uovo mai freno, neppure nell'infanzia, alla sua travolgente fantasia. A quindici anni combatteva in Ispagna, poi si affiliava alla Massoneria, ma ritornava sotto la bandiera del Re delle due Sicilie nel 1796 e andava in Lombardia contro Napoleone. Qui avvenne la sua definitiva conversione. Ardente cisalpino, a Bologna credette di avere nelle mani le fila di una cospirazione per far insorgere la Toscana, non accorgendosi di essere stato attirato da spie lorenesi. Di qui il suo arresto appena giunto a Firenze, il processo clamoroso, la condanna a morte che la situazione internazionale consigliò di mutare in carcere a vita. La rivoluzione del 1799 gli ridette la libertà. Nel 1821 si arruolò agli ordini di Pepe come semplice soldato, ma poiché il suo linguaggio violento non trovava eco, disgustato, partì per l'America. Vi rimase fino al 1847, guadagnandosi la vita come direttore di vari collegi. Tornato in Italia, si mise agli ordini del Piemonte, poi della Toscana, poi della Repubblica romana, male accolto dovunque per le sue idee oramai superate, e per il suo modo di fare, sempre impulsivo e violento. Mori nel 1850 a Civitavecchia.
ETIOPIA. 9. S. STRAZZA, Stillazioni storielle delVEtiopia, Conferenza tenuta per l'inaugurazione del Corso al R. Istituto del Risorgimento Italiano su Uomini e idee del Risorgimento il 4 febbraio XIVin Genova alla Casa di 6. Mazzini, Genova, Buona Stampa, 1936, pp. 8. Pur nei ristretti limiti di una conferenza lo Strazza ci dà una visione completa della situazione abissina di oggi e di ieri. Senza abbandonarsi a facili frasi occasionali, ne rifa la storia seguendo l'evoluzione religiosa di quelle popolazioni. Nel passato il sistema feudale domino assolutamente e la politica unitaria fu imposta solo dalla forza personale e dall'ascendente di uno dei tanti sovrani delle diverse tribù. Gli etiopi acquistarono forza e benessere quando ai unirono a Roma cristiana, cosi come ora li ritroveranno entro l'orbita di Roma imperiale.
FANTUZZI (MARCO). 10. L. DAL PANE, Idee e riforme economiche del Settecento nello Stato pontificio secondo le memorie di M. Fantuzzi, estr. da Studi in onore di M. Barillari, Annali del Seminario Giuridico Economico della R. Università di Bari, 1936, pp. 17. Il movimento riformatore italiano anteriore alla Rivoluzione francese, fu studiato nei diversi Stati della Penisola, ma lo Stato pontificio venne generalmente trascurato e si creò cosi la convinzione che nulla i Papi avessero fatto per seguire la corrente del secolo. Per dimostrare che ciò non è vero, basta leggete i libri degli economisti e scorrere le disposizioni emanate dai Papi, bnone, anche se poco efficaci per difetto di esecuzione. E questo risulta pure da queste Memorie di M. Fantuzzi, gentiluomo campagnolo, delle quali il Dal Pane pubblica degli estratti, coordinandoli abilmente e commentandoli con acutezza, in modo cioè da ricostruire la vita romana del secolo XVIII. U Fantuzzi si sofferma prima a parlare delle correnti filosofiche dominanti, per poi scendere olle loro applicazioni pratiche nel campo economico. Ed ò importante il vedere come un uomo, esule a Venezia durante il dominio francese su Roma, dopo aver rinunciato a quelle idee liberaleggianti che prima lo avevano allettato, pur riconosca che ad esse si dovettero quei tentativi di riformo economiche che egli stesso elenca e commenta.
FOSCOLO (UGO). U, N. TOMMASEO, Pagine inedite per una vita del Foscolo con una notizia di Raffaele Ciampini, estr. dalla Nuova Antologia, 16 maggio 1936, pp. 26. Il Ciampini, facendoli precedere da una dotta nota illustrativa, pubblica quei brani della corrispondenza TommaseoTibaldi che si riferiscono alle ricerche sul Foscolo. Il Tibaldi stava preparando quel lavoro che Giuseppe Mazzini poi criticherà tanto aspramente ed il Tommaseo Io aiutava raccogliendo documenti e notizie dagli amici del poeta di Zante. Ma molte volte lasciava trasparire il suo giudizio, ed è questa la parte più interessante, giudizio sempre mordace e demolitore sia sull'Uomo che sullo Scrittore.