Rassegna storica del Risorgimento
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1936
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pagina
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979
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Libri e periodici 919
GIORNALISMO. I ~ E. M. GRAY, R giornalismo e la nazione, Roma, 1936, pp. 25.
Il giornalismo italiano dorante la campagna abissina ha mostrato di essere tanto diverso e tanto superiore al giornalismo degli altri paesi, che il parlarne vuol dire tesserne gli elogi, come fa appunto E.M. Gray. La stampa non è libera in Italia, dicono all'Estero. E l'A, esaminando ad uno ad uno i paesi europei più importanti, dimostra come ovunque ossa sia asservito non solo a partiti politici, ma a speculazioni finanziarie e reclami* etiche. In Italia i giornali hanno l'orgoglio di essere strumento di verità al servizio del Governo contro i seminatori di menzogne grossolane e di ridicole storielle e non hanno bisogno di ricorrere proprio a menzogne e a storielle per accontentare i lettori.
GUERRA MONDIALE.
13. - C. FERBARIO, La difesa del PasuUo e del Corno Battisti, Roma, Tip. Regionale, 1936,
pp. 47. La semplice grandezza dei fatti parla in questo lavoro del gen. Ferrano per esaltare il genio italiano nella preparazione, il soldato italiano nella esecuzione del titanico e misterioso sforzo che costituì l'azione sul Pasubio, per ragioni fisiche prevalentemente difensiva da parte nostra. Fu lotta serrata fra gallerie e cunicoli, lotta di mine, tragicamente grave di perdite, mentre allo scoperto il Manipolo della Morte difendeva il Corno Battisti.
INGHILTERRA.
14. A. CODIGNOLA, Un ignorato sopruso inglese ai danni nostri, estr. da Giornale storico e
letterario della Liguria, a. XII (1936), n. 1, pp. 6. Quando l'Inghilterra ritirò le sue truppe da Genova nel 1814, secondo le disposizioni sancite dal Congresso di Vienna, la lasciò completamente sguarnita di mezzi di difesa, poiché si appropriò di tutte le armi della già Repubblica di Genova. Poi, ritornata la minaccia di uno sbarco in Liguria del Corso, ebbe l'ardire di fare delle pressioni sul Re di Sardegna, perchè difendesse la città, mostrandosi tanto generosa da offrire ma prestito di 20.000 sterline perchè si assecondassero i suoi desideri.
MAZZINI (GIUSEPPE).
15. = H. R. MARRARO, TWO unpublished lelters of Giuseppe Mattini, estr. da The Journal of
Modem History, Chicago, voi. vTH, n. 2, june 1936, pp. 194-199. U Marraro, facendole precedere da un commento storico, pubblica due lettere del Mazzini che pervennero alla Biblioteca di New York nel fondo Ford. -La prima, del 14 aprile 1847, è indirizzata a M. N. Allemandi e tratta della Lega Internazionale dei Popoli (che Mazzini stava allora organizzando a Londra) e della questione del Sonderbund. Segue poi un biglietto ad un ignoto inglese, biglietto di ringraziamento per l'opera prestata in favore di un Concerto pròemigrazione.
NELSON (ORAZIO).
16. T. BATFAGEBVI, Nelson e Caracciolo {Alcune lettere autografe), estr. da Costruire, n. 8, giu
gno 1936. pp. 9. Il Battaglini, attraverso alcune lettere (giugno 1799) di Orazio Nelson e di Guglielmo Hamilton all'Acton, ambasciatore inglese a Napoli, dimostra con chiarezza come furono gli inglesi i.i volere che fossero rotti i patti firmati dal cardinal Ruffo coi repubblicani, e stabilisce il vero responsabile dell'esecuzione del Caracciolo: Orazio Nelson, che nutriva jjf-r l'ammiraglio napoletano odio, personale.
PAGANO (F. M.). 17* E. Di CARIO, F. M. Pagano legislatore, estr. da Archivio di Storia della Filosofia Italiana, a. V (1936), n. 1, pp. 41-50. Si tratta di un'ampia recensione dello studio di G. Solari su F. M. Pagano. Generalmente d'accordo collo storico torinese, il Di Carlo fa delle riserve sul giudizio che egli esprime parlando dei rapporti Cuoco-Pagano e sul significato filosofico che egli attribuisce al Progetto di costituitone.
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