Rassegna storica del Risorgimento

anno <1936>   pagina <981>
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un popolo più, numeroso, più concordia e coordinazione di forze, un principe di maggior vi-gore, un mercato più vasto, pia libertà di movimento in ogni ordine di rapporti. Il popolo italiano, ammaestrato ed. incitato da questi principi, fu pronto a combattere nel secolo successivo per metterli in atto, seguendo la guida illuminata di Casa Savoia. V. ft 7.
ROMA,
22. C. GAIASSI-PALOZZI, L'attività dell'Istituto di Studi Romani durante Vanno accademico
19Z4r-mS-XVU, Roma, 1935, pp. 24.
Considerando, dopo un decennio quella che fu l'attività instancabile e feconda dell* Isti­tuto di Studi Romani, proviamo un sentimento di ammirazione e di gratitudine grande per chi ad esso ha dedicato la sua appassionata attività. Ed anche ora non ci si ferma, ma si guarda al passato solo per trovarvi insegnamento e forza nel lavoro più ampio e profondo che ci si propone di attuare nel futuro,
ROMERO (GIOVANNI).
23. F. PEZZA, La medaglia d'oro di Adua Giovanni Ramerò, Barbe, Mortara, 1936, pp. 26.
Figura meravigliosa di soldato questa di Giovanni Romero. Medaglia d'argento a San Martino, di bronzo a Gaeta, cavaliere dell'Ordine militare di Savoia a Custoza, entrò a Roma nel '70 e passò il resto della sua carriera nell'organizzazione dell'esercito, finché, colonnello, gli fu affidalo il comando del 4 fanteria, Brigata Eliena, in Africa Orientale.
A lui, il 1 marzo 1896, toccò il duro compito di arginare la furia abissina, per permettere la ritirata al grosso delle nostre forze. Costretto ad ordinare il quadrato per resistere ail'accercbiamento, si difese anche coll'arma bianca, finché cadde gridando: Savoia.
La medaglia d'oro venne a consacrare alla riconoscenza del paese questa simpatica, paterna, eroica figura,
STATO PONTIFICIO - V. n. 10.
SVEZIA.
24. - SIUIUA S., Il cattolicesimo nella Svezia, estr. da La Vita Italiana, a. XXIII, settembre
1935. pp. 30. Non interessa direttamente i nostri studi questo lavoro del Sibilla, ma poiché cattoli­cesimo vuol dire italianità, è bello seguire l'attività dei nostri apostoli e dei nostri mis­sionari che seppero imporsi dappertutto.
TOMMASEO (NICOLÒ).
25. R. CIAJIPINI, // diario inedito del Tommaseo, estr. da Convivium, n. 2,1936, pp. 121144.
Continuando l'esame delle Carte Tommaseo che si conservano in completo disordine nella Biblioteca nazionale di Firenze, il Ciampini pubblica ora un brano del diario ine­dito del Tommaseo che, incompleto, va dal 1821 al 1852, quando la cecità gli impedì di seguitarlo. Sono gli anni 1834-1838, cioè quelli del suo soggiorno parigino. Tutto un mondo di persone note e di donne sconosciute balza vivo da queste pagine. Nessuno è risparmiato dal giudizio mordace o dalla stilettata ironica dello scrittore toscano. Sulla sua anima aleggia pacificatrice soltanto l'ombra della madre santa e nel pensiero di lei tacciono le lotte continue che carne e spirito combattono in lui, dando alla sua perso­nalità morale uno strano fascino.
V. n. U.
VECCHIOTTI (LUIGI).
26. - PADOVANO B., Il maestro Luigi Vecchiotti e Cesare Boccalini, estr. da Urbinum, a. IX,
n. 16, 1935, pp. 8. Il Padovano rievoca con affettuosa venerazione la figura del compositore urbinate che inondò, colle sue note, la basilica di Loreto. Della sua modestia fa fede la lettera che qui si pubblica diretta a Cesare Boccolini, il celebre basso. Luigi Vecchiotti si scusa di