Rassegna storica del Risorgimento

QUETELET ADOLPHE ; BELGIO ; PETITTI DI RORETO ILARIONE
anno <1936>   pagina <1025>
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FONTI E DOCUMENTI
DOCUMENTI ITALIANI NEL BELGIO
LA CORRISPONDENZA DEL CONTE DIAMONE PETITTI DI RORETO
CON ADOLFO QUETELET
L'alta personalità del conte Carlo Harione Petitti fa, in quest'ultimi tempi, degnamente rievocata e la sua molteplice ed instancabile attività messa in luce, *) ma non sarà inutile che, a quanto già scrìssi,2) aggiunga un cenno sui rapporti che quegli ebbe con uno dei maggiori scienziati del Belgio: Adolfo Quetelet. I rapporti fra i due eminenti uomini risalgono all'estate del 1839, epoca nella quale il Quetelet si recò, per la seconda volta, in Italia, questa volta in com­pagnia della moglie. Partiti da Bruxelles ai primi d'agosto, dopo una breve sosta a Parigi, durante la quale incontrarono Guglielmo libri, Luigi Porro ed il grande artista David d'Angers, che colse l'occasione per fare in medaglione, il ritratto dello scienziato belga, i Quetelet s'avviarono verso l'Italia. Attraverso montagne <c per la valle di Modane, selvaggia e cupa sotto l'occhio vigile della fortezza di Selion posta sopra una roccia a picco dopo aver attraversato la piccola città di Vemay, attraverso il Cenisio per la più. bella strada del mondo , 3) arrivarono a Susa e finalmente, nel cuor della notte del 23 agosto, a Torino. Dopo un necessario riposo ed una breve visita della signora Plana, moglie dello scienziato torinese, percorsero con questo la città, durante il pas­seggio. jQ lunedi mattina, dopo la visita del Plana, dell'abate Gazzera e del Mittermayer, visitarono il Museo egiziano, sotto la guida dell'abate Baracco, a un amico di Gioberti, scrive la signora. Nel dopo pranzo di quello stesso giorno ricevettero la visita del conte Petitti, il quale si trattenne con loro quasi tutta la sera, fino al momento cioè nel quale il Plana si recò all'albergo per condurli nella propria casa, nella quale passarono la serata, contenti dell'inte­ressante conversazione, rallegrata da buona musica e dall'ammirevole voce della giovane signorina Plana, che cantò vari pezzi.
1) A. CODXCWOXA, Dagli alimi della libertà al proclama di Moncalieri. Lettere del eonte Harione Petitti a Michele Erede. Torino, Bocca, 1931 (voi. 13 della Bibliot. It. di storia recente).
2) M, BATTISTINI, La corrispondenza del barone de Slassart, in Atti della Reale Accademia delle Scienze di Torino, voi. 68 (1932-33).
S) Lettere della signora Qaetelet al figlio Ernesto, da questo trascritte nel proprio Gior­nale, che avremo occasione di citare. (Archivio privato del sig. avvocato Giorgio Quetelet, al quale porgiamo vivi e sentiti ringrnzinmcnti).