Rassegna storica del Risorgimento

QUETELET ADOLPHE ; BELGIO ; PETITTI DI RORETO ILARIONE
anno <1936>   pagina <1028>
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Mario Bauhtlni
era giunto a Bruxelles, proveniente da Ginevra, il 17 maggio 1824 ) e vi s'era trat­tenuto var! anni, contando fra gli amici, oltre il Quctelet, anche Luigi de Potter.8 La corrispondenza seguita con attività regolare e si può dire che il Petitti) sia stato Punico corrispondente italiano che, per molti anni, sia rimasto in costante e stretta relazione col Quetelet, del quale la multiforme attività accre­sce la maraviglia quanto più ci addentriamo nell'esame della sua corrispon­denza. 3) Intanto mentre gli annunzia la prossima visita a Bruxelles, il Petitti gli presenta il cav. Borbonese e finalmente, dopo un imprevisto ritardo, dovuto -a malattia, giunge a Bruxelles il 12 luglio 1840, accompagnato dal figlio mag­giore Alessandro, capitano d'artiglieria, giovane ricco di speranze, che una morte immatura doveva, qualche anno dopo, troncare. L'ospitale casa del Quetelet, la quale qualche giorno avanti aveva ricevuto il Corridi, accolse gli ospiti graditi, i quali trascorsero le due serate del 13 e del 14 in mezzo a loro. Il 15, dopo avere visitato l'Osservatorio, siedono alla loro mensa: intimo desinare, al quale partecipano la contessa de Lalaing, con l'inseparabile dottor Gastone, il Gioberti e Pompeo Clara, di Torino, giunto da Londra il giorno prima 4) che il Petitti aveva presentato agli ospiti, giovanissimo avvocato che doveva, appena tre anni dopo, scomparire, fra il rimpianto degli amici e del Gioberti. 5> Gior­nata d'intima gioia, prolungatasi fino a tarda ora della sera. Madou, cognato del Quetelet, artista di fama, fece il ritratto del conte Petitti, del quale questi si mostrò tanto contento da domandarne un esemplare per conservarlo in ricordo. La signora Quetelet, fine musicista, rallegrò la serata con scelta musica mentre il giovane ufficiale cantava vari pezzi con la sua voce molto bella . 6, Dopo la visita alle prigioni di Gand, i Petitti ed il Clara sono di nuovo a pranzo) dai Quetelet il 19 e, partito il Giara per Parigi il giorno stesso, i Petitti trascorrono la sera del 24 nell'intimità della famiglia dell'astronomo. Disgra­ziatamente la salute del conte Barione, già minata dalla gotta, risente gli effetti delle fatiche del viaggio ed il 26, colpito da un'improvvisa crisi, è costretto a rimanere a letto, mentre il Quetelet si dà premura d'inviargli il dottor Morel, medico assai noto che era pure addetto al collegio Gaggia 7). Fortunatamente
1) Archivio Comunale Bruxelles, reg. passaporti 19, n. 2928.
2) Cfir.: AL BATTISTINI, Esuli italiani nella corrispondenza di L. de Potter, in Annali della Scuola normale superiore di Pisa, serie H, voi. I, 1932.
II de Poi ter scriveva nei suoi ricordi: Scagnello, comte, estimarle réfugié italien. Bibliot. reale Bruxelles. Codice II, 5488, voi. IX.
s) Le lettere del conte Petitti, che seguono in Appendice sono state messe a mia dispo­sizione dall'avvocato Giorgio Quetelet, al quale rinnovo vivi ringraziamenti.
*) Archivio Comunale Bruxelles, reg, passaporti 53, n. 2463.
s) Epistolario di V. GÌOBEUTI, voi. IV, lett. 287 e 349, pi 119 o 301.
fi) Giornale di E. Quetelet citato.
7) M. BATTISTINI, Esuli italiani nel Belgio. Un educatore. Pietro Gaggia e il suo collegio-tonvitto a Bruxelles. Brescia, Vannini, 1935, a aura dell'Ateneo di Brescia