Rassegna storica del Risorgimento
QUETELET ADOLPHE ; BELGIO ; PETITTI DI RORETO ILARIONE
anno
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1936
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pagina
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1029
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Documenti italiani nel Belgio 1029
la crisi non fu di lunga durata e la sera del 4 agosto, gli ospiti torinesi erano di nuovo in mezzo agli amici, coi quali trascorsero la sera, unitamente al Gioberti ed a Girolamo Eandi, giunto da Parigi il 25 luglio *> e presentato al Quetelet dallo stesso Petitti. Serata d'intima gioia, di conversazione piacevole, allietata dalla musica della signora e dalla voce del giovane capitano, che cantò alcuni pezzi della Norma.2) Sono gli ultimi giorni che i Petitti trascorrono a Bruxelles, ma non mancano di trovarsi fra gli amici, anche la sera del 5 e del 6, fra i quali sono anche il Calamatta3) ed il Gioberti. La serata del 6 è quella d'addio, perchè il mattino dopo i due torinesi partono e dopo aver visitato Liegi, Seraing, Anvers, Namur e SaintHubert, a) attraverso la Germania s) giungono alla fine del mese d'agosto a Ginevra, diretti verso Torino.
Né le occupazioni, né la lontananza, né la malferma salute attenuano nel Petitti il vivo ricordo e l'antica simpatia è ormai divenuta amicizia viva verso il Quetelet. L'attiva corrispondenza, sempre interessante, è fatta più viva dalla visita del barone de Stassart, da quella del Turinetti di Prie, del dott. Gastone, della contessa de Lalaing, recatisi per qualche tempo a Torino. Il nome del Gioberti non manca d'essere ricordato nelle lettere del Petitti con una viva simpatia.
Svanite le speranze di vedere lo scienziato belga a Torino al Congresso del 1840, il Petitti accarezza quella di rivederlo a Firenze, ma sarà vana speranza anche questa, benché in ripetute lettere vanti all'amico l'importanza di quel convegno e glielo ricordi forse anche per mezzo di Dionigi Pinelli, giunto a Bruxelles il 13 settembre con Michelangelo Tonello, professore all'Università di Torino e con l'avvocato Giuseppe Sappa, cugino del Pinelli.6) Ma il Quetelet non potè recarsi nemmeno al congresso di Firenze, riuscito davvero imponente, come il Petitti aveva preveduto, ed al quale era presente Carlo Morren, amico del Quetelet, col quale il Petitti parlò certamente ed a lungo del comune amico, dolenti ambedue dell'assenza del primo scienziato belga. Fortunatamente il Belgio fu degnamente rappresentato in quel magnifico Congresso, intorno al quale fu già scritto da Ersilio Michel, che tanta luce ha portato e porta sulla storia del nostro Risorgimento. 7) L'eco di quella magnifica assemblea varcò
1) Archivio Comunale Bruxelles, reg. passaporto 53, n. 3315.
2) Giornale d'Ernesto Quetelet citato.
8) M. BATTISTOH, Esuli e viaggiatori italiani nel Belgio, amici a?A. Quetelet. in Nuova Rivista storica, 1932, fase. 4.
i) C. I. PETITTI, Delle condizioni esordienti della riforma delle carceri, ecc. in Annali di Giurisprudenza, voi. I, 1843, p. 39.
s) Lo tessa. Esame dell'opuscolo pubi/, da M. L. Rotondo in Annali Universali di Statistica
1841, p. 59.
0 Archivio Comunale Bruxelles, reg. passaporti, 55, TI. 7649, 7650 e 7651.
7) E. MICHEL, II primo congresso degli scienziati italiani in Firenze nel 1841, in Rassegna Nazionale, del 16 ottobre 1908.