Rassegna storica del Risorgimento
RIMINI
anno
<
1914
>
pagina
<
246
>
246
Girolamo Bottoni
detti moderati, mentre ì retrivi ne godevano e manifestavano la loro gioia disperdendo per le vie principali della città degli scritti che invocavano la morte ai liberali, i quali audacemente lanciavano altrt scritti con evvwa la costituzione, la libertà, e promettendo la morte di pugnale a chi avesse osato staccare dal muro quegli avvisi.1 2è le turbolenze dei contadini erano peranco cessate, anzi perdurava vivissimo il fermento antiliberale sicché il YeseovQi volendo fare una processione, per impetrare la cessazione della pioggia, ordinava clie avesse luogo il 22 maggio cioè un giorno prima della partenza definitiva dei tedeschi da Bimini, per evitare le possibili rappresaglie dei contadini molto fomentati da chi li reggeva e al solo oggetto di rubare impunemente .8 E il 23 maggio chiedeva aU'Oppizzoni un corpo militare adeguato al mante-nimèfttio dell'ordine che i contadini e specialmente quelli del Mon-tefeltro facevano sentire delle minacele per venire in Bimini con imponente contegno .8 Quei villiei, infatti, avevano detto più volte che appena partiti i tedeschi sarebbero scesi ad arrestare e maltrattare i liberali, e dare il sacco alla città a cui, da tanto tempo, anelavano. Uè si erano lìmifati alla minaccia, che, se vogliamo credere al Giangi, vari tentativi erano stati fatti da essi, rimasti sempre impuniti.
E appunto per scongiurare dopo la partenza dei soldati austriaci possibili saccheggi il cav. Alessandro Belmonte Cima s'era recato dal Vescovo per istituire una guardia urbana di 150 persone cou scelta gioventù, riminese, assumendone completa la responsabilità. Monsignor Zoliio temendo quell'esaltata gioventù non approvò la proposta, ma, tuttavia, non mancò di assicurare il Cima che sarebbe stata immediata sua cura di raccomandare ai parroci foranei la pace e la tranquillità nel contado. La risposta del Vescovo riconosceva implicitamente quei preti responsabili del fermento e della rivolta j essi soli, adunque, dopo commesso il male, potevano colla loro autorità, eliminarlo.
In questa stessa occasione il gonfaloniere Battaglieli Filippo, interessato dal Cima all'identico scopo d'istituire la predetta guar-
GIANGI, p. 54 t.
* Jrchiv, TàMOv., titoli 1-2-3, oit. Lettera del Vescovo di Bimini aU'Opiz* zoni.
GIANGI, p* 64.