Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; TOSCANA
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1936
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Mario Puccioni
lapide ricordante i gloriosi caduti a Curtatone nell'anniversario secondo della battaglia, incorrendo nella feroce repressione della polizia. Ecco il decreto del Ministro dell*Interno:
1. - Emergendo per più riscontri (ad avvalorare i quali opportunamente ricorrono le sue stesse dichiarazioni in questo stesso giorno emesse nella delegazione di S. Giovanni) che il March. Ferdinando Bartolommei si è fatto secreto eccitatore di disordini, e che tenta tuttora e sì adopera in più modi a promuoverla, cosi che la sua presenza resulti di sommo pericolo in tutti i grandi centri di popolazione, questo Ministero considerato il supremo interesse della tranquillità pubblica, e il dovere che non meno gì'incombe di tutelarla, ha disposto che abbia ad esserli intimato di fissare immediatamente la sua dimora alla propria villa delle Case Nuove presso MonsuTnTnano, per ivi rimanere per il periodo di sei mesi, sotto la nrveglìpngy della polizia, se pure non prescelga di volontariamente assentarsi dalla Toscana per altrettanto tempo, minacciandoli la reclusione per lo stesso periodo di sei mesi in caso d'inobbe-dienza o d'inosservanza.
Partecipando alla S. V. Hi.ma questa risoluzione, debbo invitarla di procurarne la immediata esecuzione e intanto ho l'onore di confermarmi con distinta, stima
L. Landucci. Al Cav. Prefetto di Firenze.
Ed ecco la copia dello stampato sovversivo:
2. - NOVARA NON FU DIMENTICATA I
Sono or pochi giorni die compieva il terzo anniversario della battaglia di Novara, Avremmo dovuto in quel giorno tributare una pubblica testimonianza d'affetto e di desiderio ai forti che in quella giornata gloriosa e fatale caddero combattendo per la Santa Causa d'Italia; anco in questo anno avremmo dovuto rinnuovare quella commemoraxìone espiatoria per mostrare all'Europa che non abbiamo dimenticata la religione delle nostre sventure.
Ma la pia cerimonia che fra gli individui d'una stessa famiglia e i cittadini d'una istessa patria dà la misura della civiltà di un popolo, della sua intelligenza, della sua moralità, la pia cerimonia che la nostra religione ci comanda, che U nostro cuore ci detta, è divenuta un delitto nel nuovo gius del dispotismo ricostituito, gius che introdotto in Toscana cos'Ordinanza del 25 di Aprile ha ricevuta una sanzione di sangue nel 29 di Maggio.
Guerra fin anco alle memorie! han detto i nostri oppressori e dovevan dirlo. Cosi qui dove si festeggiano e si mantengono officialmente le tristi memorie di fraterne battaglie e di vittorie fra* terne, riportate in tempi pia. barbari (ahi non dei nostri più miseri!) non poteva tollerarsi il sacro culto delle nazionali sventure, la pubblica manifestazione di un dolore nel quale gV Italiani tutti consentono e che corno un vincolo sacro tutti ci unisce.
Né poteva essere altrimenti in uno sventurato paese dove all'appoggio delle armi straniere un principe regna che in quella giornata fatalo aprì l'animo alla speranza d'una restaurazione austriaca, cheto ritornasse arbitro ed assoluto, disegno che ostinatamente portò ad effetto adonta del malaugurato richiamo che il troppo credulo popolo gli fece nel 12 Aprile,
Ma per questa commemorazione sarebbe stato d'uopo l'esporsi a un secondo 29 di Maggio; e Vavventurare una popolazione incontro a un perìcolo non compensato dalla possibilità di resultali importanti, o tali almeno da cambiare notevolmente la nostra misera condizione, ci parve stoltezza. Il 29 di Maggio non pud cancellarti dalla nostra memoria; rammentiamo ancora quel giorno che chiede una vendetta e l'avrà. Rammentiamo ancora come le inique trame della polizia togliessero