Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; TOSCANA
anno
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1936
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pagina
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1085
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Ricercando negU Archivi dd Ministero delV Interno della Toscana, ecc. 1085
argomento a provocar disordini, a sanguinoso contese da una pietosa commemorazione che, nel 50 approvata, nel 51 diveniva delitto. Ormai palesi son troppo gli sciagurati travestimenti, le segrete istruzioni, i notturni apparecchi d'armi e d'armati coi quali si preparò quel perfido e vile assassinio <f ui popolo pregante ed inerme, nuova macchia d'infamia in fronte del nostro governo, nuova scintilla d'odio nel petto dei cittadini.
Dopo il tristo esempio, promuovere dimostrazioni da offrir pretesto alle insidie governative esporrebbe ai giusti rimproveri del paese e della coscenza.
Lo spirito nazionale dei nostri concittadini viva Dio! non è spento! e la folla accorsa nel 23 Morso nel tempio di S. Trinità, e in altre città toscane a pregare pei nostri morti, ci mostra come anche senza istigazioni si venerano fra noi le italiane sventure e ad esse si volge la mente ed il core. Questo culto spontaneo ci attesta come solenne verità, che, accanto alle vergogne individuali che siamo costretti a deplorare, accanto alla depravazione e all'abiettezza dei pochi, nei motti si accresce l'odio al dispotismo ed alla meschino tirannide che ci opprime, nasce e si fa forte il sentimento di nazionalità, l'affetto e la riconoscenza al Piemonte.
E a voi, governanti Toscani, a voi più che ad altri dobbiamo questi vantaggi. A voi che, mentre il Piemonte all'ombra del vessillo tricolore svolge le sue libertà, diffonde l'istruzione, estende i suoi rapporti commerciali, apre il campo all'industria, prepara armi italiane per italiane battaglie, si fa rispettato e stimato dd tutta rEuropa, raccolti sotto Vali dell'aquila austriaca, richiamate l'arbitrio, abbrutite le popolazioni, le depauperate con enormi imposte, sottraete alla industria il primo elemento di produzione, distruggete le poche forze toscane per sostituirvi quelle dei nostri nemici. E, come ciò fosse poco, rendendovi scherno degli stessi governi che ciecamente servite, minacciate fin'anco di concettare un secolo intiero di civiltà e di violare l'opero immortale del primo Leopoldo, (ahi quanto dal nipote diverso!) evocando dalle sue macerie il feudalismo aristocratico clericale.
Sì, a voi pia che ad altri slam debitori del discredito in cui siete caduti, a voi dobbiamo di veder disprezzata e trascinata nel fango la dinastia che dite servire, a voi dobbiamo le simpatie che fra noi ogni giorno si estendono per il solo governo che sia italiano in Italia. Non sognate congiure, siete voi stessi che cospirate per la vostra rovina. Ogni vostro atto col quale colpiste le libertà nostre, col quale uccideste il nostro benessere, fu per noi un utile insegnamento, un passo verso la nazionalità. Continuate, continuate su questa via! Cancellate anche il nome di quelle istituzioni che altra volta concedeste al paese; non ci lamenteremo per questo. Ogni vostro atto è una dura ma efficace lezione per noi; ogni vostro nemico è un'amico di più per l'Italia; ogni passo che accelera la vostra rovina, accelera il nostro trionfo. Un popolo vinto trova nell'abisso de' guai potenza e forza a risorgere.
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Passiamo ora allo stadio degli atti e documenti attinenti al 1859. Affermammo più volte che per fortuna d'Italia i ministri granducali, e con loro il principe, nulla compresero del movimento nazionale; non prestarono ascolto ai pochi, ma sinceri cittadini, affezionati alla dinastia, che raccomandavano loro l'alleanza al Piemonte per la guerra d'indipendenza ; crederono questa guerra poco probabile, stimarono invincibile l'Austria e si trincerarono conseguente" mente in quella neutralità che per tutti gli stati minori a contatto colle parti belligeranti costituisce generalmente il pericolo d'assorbimento alla potenza destinata a riportar la vittoria. La polizia poi servì pessimamente il governo che la pagava, perchè nulla mai di decisivo seppe fargli conoscere, un pò* a causa del bene organizzato lavoro dei rivoluzionari, che non ebbe mai un traditore