Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; TOSCANA
anno
<
1936
>
pagina
<
1086
>
1086
Mario Puccioni
forse perchè pochi e scelti furono questi rivoluzionari un pò* perché, segna' tamente negli ultimi tempi, anche tra gli addetti alla pubblica sicurezza BÌ fece strada il concetto che un rivolgimento dovesse avvenire, e, fiutando il vento, molti rimasero, per cosi dire, anch'essi neutrali. Come il contadino licenziato fa a lascia poderequesto il dettato toscano che si esprime con grande verità, così i poliziotti nicchiarono: propensi a trovar piuttosto scuse che accuse in quanto vedevano, impauriti, al par dei loro governanti, di tutto ciò che riguardava quell'oscuro comitato che aveva alla testa il marchese Bartolommei e il popolano Giuseppe Dolfi.
Anche a scorrere pazientemente, com'io ho fatto, i repertori benissimo tenuti del Ministero, non si trovano cne notizie assolutamente inconcludenti, oltre quelle da me precedentemente poste in luce nei miei scritti.
Si trovano invece raccomandazioni di autorevoli funzionari, quali il Prefetto di Siena, Compagni, affinchè siano impartite istruzioni precise e dirette sul contegno che devono tenere le autorità, ovunque, onde impedire dimostrazioni non consentanee al sistema di neutralità seguito dal governo, e si cita ad esempio Livorno, ove vengono pubblicamente arruolati intieri battaglioni di volontari i quali, a corpi di più centinaia giornalmente s'imbarcano, con ostentato accompagnamento della cittadinanza fino all'imbarco. Il cne, nota giustamente, eccita le passioni, fomenta la resistenza ed ingenera il pensiero che il Governo in caso di guerra non voglia rimanere nella neutralità. Credo che convenga scrive prevedere gli eventi, acciò non ci colgano inattesi e alla sprovvista (22 aprile '59 al Presidente del Consiglio).
Fa eccezione alla regola della inconcludenza delle notizie un parere del Consiglio di Prefettura di Firenze. Esso riguarda il quesito che il ministro Lan-ducci ebbe a rivolgergli se un provvedimento economico avesse potuto iniziarsi contro Vincenzo Salvagnoli per quel magnifico scritto, che dette alle stampe ai primi del marzo 1859, Del?Indipendenza d'Italia, battaglia combattuta e vinta contro le viete idee d'asservimento alle potenze straniere. Il libro aveva destato ovunque grande impressione, e il Ministro, logicamente dal suo punto di vista, avrebbe voluto imprigionato l'autore. Ma il Consiglio di Prefettura, non ostante l'invito del superiore, opinò per la propria incompetenza, con motivazione che riporto e mostra la scrupolosa legalità di quei funzionari: dove sarebbe stato possibile un identico responso negli altri Stati della penisola ? Così si esprime quel consesso:
3. Busta 1064 - Minuterò Interno - Affari in corso 142 -f. 8.
Parere del Consiglio di Prefettura di Firenze circa la pubblicazione dell'avv. Salvagnoli "Dell'Indipendenza d'Italia. Dopo aver fatto il riepilogo delle disposizioni legislative vigenti e provato che gli abusi che possono commettersi per mezzo della stampa sono portati Da cognizione dei Tribunali di 1 * Istanza, venendo al caso presente, il parere BÌ esprime: > sarebbe da esaminarsi se con esso era stata o no offesa la reverenza dovuta ad altro Stato o ai loro capi o