Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; TOSCANA
anno <1936>   pagina <1089>
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Ricercando negli Archivi del Ministero dell'Interno della Toscana, ecc. 1089
La notizia deve aver fatto colpo sui dirìgenti la politica granducale se questa comunicazione è seguita dai seguenti riservati rapporti.
8. - N. 223 - 1 - 9, - 975 - Riservata. Al Prefetto di Grosseto. II Aprile 1859.
Il Ministro sente il bisogno di schiarire il vero tenore dello nota circolante in Scansano e in cotesto Città, di coi V. S. Illma dava conto col riservato rapporto del di 8 aprile. Che si xaccogliesscro firme per soccorsi ai volontari che si recano in Piemonte e a una dichiarazione di adesione ai principi e alle vedute propugnate dal libercolo Toscana ed Austria erano fatti da assai tempo conosciuti. Ma quello di cui fa cenno il citato suo rapporto giunge affatto nuovo; e importa perciò di schiarire se possa immedesimarsi con uno dei due ora accennati o sia cosa diversa e di per sé stante, e quale allora ne sia lo scopo preciso, vale a dire se mira a spingere la Toscana a unirsi col Piemonte per la forma di governo o per gl'interessi italiani che ha preso a difendere, o proceda nel senso d'incorporarla in quello stato. Lo schiarimento, com'Ella ben vede, è di molta importanza, e non difficile altronde a conseguirsi, dopo la estesa circola­zione che è atata data a quella suddetta nota, laonde il Ministero le fa le più vive raccoman­dazioni per mettersi in grado di comunicarli al più presto possibile e in termini positivi, spen­dendo tutti i mezzi e i danari che possono abbisognare. Ho l'onore
In un foglietto a parte e con calligrafia che a me sembra quasi certamente del Principe Ereditario Ferdinando, sta scritto quanto appresso.
9. S. A. I. e R. il Granduca vorrebbe sapere se le note di che parla il Prefetto di Grosseto siano quelle medesime già note di adesione allo scritto di Celestino Bianchi Toscana ed Austria o altre dirette a domandare l'unione della Toscana al Piemonte. Si spendano i mezzi di polizia e del denaro per saperlo.
E quanto al Cancelliere pretoriàle Lonzi l'I. e R. A. ritiene che il Ministro dell'Interno abbia data opportuna comunicazione a quello di Giustizia e Grazia.
Conseguentemente è provato a luce meridiana che il Governo granducale nulla conobbe della tendenza rivoluzionaria prima dell'll aprile, prima cioè del rapporto sul banchetto del 3 aprile dato dal Menichetti a quei noti rivoluzionari, e incidentalmente accennante al movimento che in quel di Grosseto, a Scansano, si andava maturando per far tabula rasa dei principotti italiani, onde unirsi al Pie­monte. H che è semplicemente meraviglioso. Del resto, a scusa della polizia toscana, riferisco nuovamente che lo stesso TJb aldino Peruzzi, in una lunga e defc* tagliatis6Ìma lettera diretta il 12 aprile 59 a un francese1' da me individuato nel Philis, corrispondente di Piero Puccioni e redattore del Siede, il giornale francese fu proprio nel marzo interdetto nel territorio granducalenulla sapeva di questo programma eminentemente sovversivo, anzi, il Peruzzi, che ricorda tanti episodi e personaggi importanti, del Bartolommei e del Delfi non fa nem­meno parola, quasi fossero quantità trascurabili!
j) Coti.fr. ALESSAITOBO Lezio (Atti della Reale Accademia delle scienze di Torino, volume LXV, 1929 Cavour e Guerrazzi) e un mio articolo sul Marzocco del 23 febbraio 1930.