Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; TOSCANA
anno <1936>   pagina <1090>
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Mario Puccioni
Le insistenti premure del Presidente Baldasseroni sono presto esaudite dal Prefetto di Grosseto, Cercignani: già il 5 egli nella sua corrispondenza ufficiale giornaliera al Ministro aveva parlato di stampati sovversivi rinvenuti in quella città; essi raccomandano la calma e ài far la gatta di Masino, onde questi min-diioni di birri non prendano occasione per fare un falò e alludono chiaramente alla domanda d'unione della Toscana al Piemonte, domanda comparsa anche a Scan­sano e accolta con simpatia nel ceto legale ed ecclesiastico. Finalmente nel 13 aprile il Prefetto manda la copia manoscritta, consegnatagli da uno che vuol rimanere incognito, d'uno stampato sovversivo comparso a Massa Marittima, in cui è detto che con la casa di Lorena non v'ha transazione possibile.
Quest'opuscolo credo riprodurre completo: esso è il più compiuto programma della predicazione della Società Nazionale che io ho tante volte riassunto nei miei scritti, ma che mai, preciso, elegante e specificato, avevo potuto ritrovare. E dunque questo il miglior attestato delle sue benemerenze che, per la serietà de suoi affiliati, furono destinate a rimanere sempre occulte.
10. Toscani,
L iniqua dominazione dello straniero che da tanti anni fa strazio della comune patria, l'Italia, è vicina a cessare per sempre. Gli sforzi generosi del patriottico governo che solo nella Penisola, dall' infortunio di Novara in poi, ha tenuto alto il vessillo dei tre colori, è per riuscire nell'intento che ventisette milioni d'oppressi affrontano col desiderio, avendo finalmente compreso l'Europa quanto importi alla sua tranquillità la cessazione della tirannia austriaca in Italia.
I nostri ardenti voti, la legittimità delle aspirazioni nostre non sono ormai più fraintese dagli stranieri, e da ogni parte del mondo s'innalzano voci che e' incuorano alla santa e suprema lotta che è prossima ad incominciare. L'AuBtria, divenuta l'obhrohio di tutta l'Europa civile, raccoglie finalmente il degno premio dei traditori barbari e delle efferate crudeltà colle quali soltanto potè salvarsi nel 1848. Il potente alleato al cui pronto soccorso essa dovette un tempo l'esistenza, da lei ricompensato colla più. nera ingratitudine, di cui la storia tramanderà la ricor­danza, è divenuto il più accanito di lei nemico, ed apertamente mostra di volerci favoreggiare nella santa opera del nazionale riscatto.
Toscani, si avvicina quel giorno che è stato il vòstro sogno, in quelle lunghe notti di oppressione, il giorno in cui vendichiate i voBtri fratelli caduti a Gurtatone e a Montanara, e ricol­lochiate i nomi loro in quel Pantheon d'onde vilmente li strappò Leopoldo d'Austria. Toscani, è d'uopo vi prepariate a dignitoso silenzio e fortunatamente a quel santo giorno, stringendo sempre più saldamente nodi d'unione coi fratelli delle altre provincie d'Italia, e meditando il programma dell'avvenire. Questo programma è pur semplice. Indipendenza e unità con Vittorio Emanuele Re costituzionale. Questo programma è uscito dagli avvenimenti che lo hanno reso necessariamente il solo possibile, perche tranne la gloriosa Gasa di Savoia, tutti i nostri principi sono vicari dello straniero. Colle dinastie che hanno chiamato il tedesco in Patria non v'ho transazione possibile. Toscani, riandate colla mente a considerare i dolori di questi dieci anni, il patto costituzionale perfidamente infranto, l'occupazione austriaca, l'amore all'Italia punito colTergaBtolo, il pensiero inquisito e la libertà personale a discrezione dei gendarmi. I nostri governanti vedono ora con terrore appellarsi il fatale momento, sapendo bene che è troppo recente il ricordo di averli vedati vestiti colle abbonite divise austriache, e che non potevano