Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; TOSCANA
anno
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1936
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pagina
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1091
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Ricercando negli Archivi del Ministero dell'Interno della Toscana, ecc. 1091
riassumere i tre colori, ingannandovi per In seconda volta e sodisfarci con mi pezzo di carta appeso sui muri. Ben altra guarentigia bramate voi 1.
Voi non potete affidarvi altro ohe nella costante lealtà di Vittorio Emanuele! Nel glorioso nome di questo Re cittadino BÌ compendiano tutte le vostre speranze! Respingete dunque come vili traditori e vendati all'Austria coloro che a quel nome, simbolo per noi d'indipendenza e liberta, con gesuitiche arti contrappongono altri nomi, altre bandiere. Sono quei tiepidi ed ipocriti che del nome santo d'Italia fanno strumento di privato interesse, e che si preparano a far da tribuni vostri quando non vi ha più pericolo, atteggiandosi insieme a salvatori della caduta dinastia, ne vorrebbero impedita la rovina, per averne ciondoli e onori.
Toscani, i più grandi patrioti italiani, già divisi in tonti modi, si sono dati la mano facendo sull'altare della Patria olocausto dello convinzioni personali ed han concordemente prò clamata la Casa di Savoia. La rivoluzione italiana, che presto farà meravigliare il mondo, è di quelle che in tutti i luoghi, in tutti i tempi sono state proclamate sante e legittime: è rivoluzione nazionale.
Ricchi, la rivoluzione nazionale non vuol togliervi la ricchezza, frutto del sudore degli avi, ma vuole che sulle glebe d'Italia, non cada spento dalla fame il colono per saziare il soldato croato, che i vostri agi non siano diminuiti dalle gravi imposte che alimentano il fasto dì un despota straniero.
Preti, la rivoluzione nazionale non vuol distruggere quella religione che è il supremo conforto ai mali dell'infelice, ma liberarvi dalle esose pretensioni dello straniero che vi scredita e vi fa odiare la fede. Popolani, la rivoluzione nazionale vuole, perchè non può totalmente mutar lo stato vostro, mitigarne d'assai le sofferenze, e farà che le nuove istituzioni vi diano quella istruzione, v'infondono quell'operosità, che sono le uniche e le legittime sorgenti di ricchezza.
Soldati, la rivoluzione nazionale non vuol togliervi le armi, ma da schiavi che siete dello straniero, insieme col popolo, onde uscite, farvi diventar cittadini e darvi una Patria da difendere in nobili battaglie, invece di vile ozio in cui la tirannide vi fa marcire.
Toscani, Unione e coraggio ! Non sprecate l'ardore patriottico in tentativi parziali e mal consigliati che non possono giovare che alla tirannia. E VItaKa scora,
0 io m'inganno a partito, o questo scritto sedizioso è degno di passate nelle pagine d'ima crestomazia quale esempio mirabile della eleganza del dire, congiunta alla ponderata esposizione dei diritti ed insieme dei doveri del cittadino. Non qui frasi eccitanti le masse, e promettenti più di quello che potrà, poi, esser concesso, ma dignitosa recapitolazione delle miserie passate e luminoso miraggio per l'avvenire. Certo quel programma fu stampato a Firenze, forse nelle cantine del Palazzo Bartolommei: Fautore dovè esserne o il Cempini, o il Cironi o il Bianchi: quelli che nel movimento ebbero la parte d'intellettuali più che di dirigenti.
Il Prefetto Cercignani, inviando rapporto e scritto a Firenze, indica il dottor A polloni, condotto di Massa Marittima, per un de' più accaniti diffonditori dello scritto sovversivo, insieme al cancelliere Lenzi, che vuol subito allontanato dalla città. Ed indica anche come diffonditore dello stampato medesimo in Grosseto il dott. Domenico Tonarefli, elio avrebbe voluto fare arrestare: penserà poche settimane dopo il venticinquenne Commissario della Rivoluzione in Grosseto, Piero Puccionj a far le vendette dell'amico e compagno di cospirazione, dandogli
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